Paniere tricolore: tanto rumor per nulla! Consumatori divisi. Dona “Scampato pericolo!” (Foto Pixabay)
Paniere tricolore: tanto rumore per nulla! Consumatori divisi. Dona: “Scampato pericolo!”
Cala il sipario sul “paniere tricolore”, un provvedimento che ha trovato tutti in disaccordo con tutti
Era stato annunciato due settimane fa come un provvedimento che avrebbe “calmierato i prezzi per i beni di largo consumo”. Oggi mestamente cala il sipario sul “paniere tricolore”, un provvedimento che ha trovato tutti in disaccordo con tutti. Solo Federdistribuzione sembrava sostenere l’iniziativa, mentre le aziende produttrici hanno reagito prima sottotraccia, inviando al MIMIT e a Palazzo Chigi i loro dissensi, poi oggi li hanno esplicitati in una presa di posizione dura e documentata.
Centromarca rileva anzitutto (citando Nomisma e la FAO) che “per le commodity si registrano tra il 2020 e il 2023 variazioni del +74% per lo zucchero, +26% per i cereali, + 14% per la carne etc.”. Secondo le grandi aziende del Made in Italy “un’azione di controllo dei prezzi rischia di pregiudicare la tenuta del tessuto produttivo (soprattutto delle PMI) e la continuità dei fondamentali investimenti a presidio di qualità, sicurezza, sviluppo, occupazione e sostenibilità”.
Centromarca bacchetta anche sul piano legale l’ipotesi di “paniere”, rilevando che “un’intesa che controlli i prezzi (anche al ribasso) determinerebbe interferenze nelle relazioni di filiera e una distorsione della concorrenza”. Insomma, l’Antitrust avrebbe potuto sanzionare pesantemente le imprese firmatarie.
Da parte sua anche Federalimentare prende le distanze dall’iniziativa e sostiene che, pur condividendo “la necessità di supportare il consumatore italiano e pur disponibili a collaborare fattivamente con tutte le parti in questa direzione”, “un impegno sul valore del prodotto finito, che non consideri l’incidenza di tutti i costi (materie prime, logistica, energia, packaging etc.), sarebbe deprivato di una componente essenziale e quindi totalmente sbilanciato sugli attori della filiera a valle”.
Paniere a prezzi calmierati? UNC: “Pericolo scampato!”
E le associazioni dei consumatori? In questi giorni ci sono stati vari confronti anche con toni vivaci sul metodo e sul merito della scelta del Ministro Urso. Tutti d’accordo nel rilevare con disappunto di non essere stati invitati e neppure consultati, pur avendo il CNCU un ruolo istituzionale di “consulenza” del Governo e del Parlamento in materia di consumo, ai sensi della legge 281 del 1998. E nello stigmatizzare che nelle bozze dell’accordo le associazioni consumatori non erano mai citate e non veniva riconosciuto e attribuito alcun ruolo nella definizione del paniere e nella campagna promozionale. Ma sul “che fare?” sono emerse posizioni differenziate tra chi sosteneva di voler comunque “vedere la carte” e chi riteneva di “non poter partecipare ad una festa alla quale le associazioni non sono state invitate”.
Al momento in cui scriviamo non c’è alcuna presa di posizione unitaria. Solo l’UNC con Massimiliano Dona sembra compiacersi dello “scampato pericolo!” per il Protocollo saltato.
«Sarebbe stata una pubblicità ingannevole che ci saremmo riservati di denunciare all’Antitrust – afferma – Uno spot con tanto di tricolore che avrebbe imbrogliato i consumatori. Ogni supermercato poteva scegliersi i prodotti di cui disfarsi, a suo piacimento , le grandi insegne avrebbero preferito i prodotti a marca privata, nessun impegno concreto a diminuire i prezzi». Ma anche Dona apre uno spiraglio «a un nuovo accordo basato su qualcosa di serio per ridurre i prezzi».
Magari evitando il flop dell’accordo sulla benzina, che oggi festeggia € 2,50 a carico degli italiani in partenza per le vacanze sulle Autostrade!

