Legambiente: un nuovo “green deal” per l'Europa del futuro (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

In un’epoca in cui la crisi climatica si fa sempre più pressante e le sfide ambientali minacciano il benessere del pianeta, Legambiente propone un ambizioso “patto europeo per il futuro” che ponga al centro l’ambiente. A un mese dalle prossime elezioni europee, l’associazione ha presentato a Roma una dettagliata agenda per la legislatura europea 2024-2029, delineando 13 pilastri e 16 priorità ambientali fondamentali per il Nuovo Green Deal europeo.

“Nella prossima legislatura europea – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è fondamentale che si affermi una solida maggioranza a sostegno di un ‘Patto europeo per il futuro’, motore di un Nuovo Green Deal in grado di coniugare ambiziose politiche ambientali, climatiche ed energetiche con quelle fondate sulla competitività industriale e sulla coesione sociale. È fondamentale far recuperare ai paesi europei il tempo perso sulla produzione di tecnologie pulite. Nell’era dell’emergenza climatica, infatti, chi prima produrrà le soluzioni tecnologiche più innovative ai problemi del Pianeta, occuperà in anticipo i mercati internazionali. Rallentando il Green Deal lasceremo sempre più spazio alle tecnologie prodotte fuori dal Vecchio Continente, a partire dalla Cina. Per rendere possibile questo scenario la nostra associazione ha deciso di organizzare la sua ‘campagna elettorale’, promuovendo la partecipazione al voto di cittadine e cittadini e confrontandosi con i partiti e i loro candidati sull’importanza dell’Europa e del Green Deal, con iniziative organizzate in ogni regione italiana”.

Verso un approccio comune europeo centrato sull’ambiente

L’Europa, per fronteggiare al meglio la crisi climatica e rimanere competitiva e inclusiva, deve rivolgersi verso politiche ambientali coraggiose e innovative. Legambiente sottolinea che un approccio comune europeo centrato sull’ambiente potrebbe portare importanti benefici economici ai cittadini europei. Uno studio del Servizio Ricerca del Parlamento europeo stima che i benefici legati a un’azione di questo tipo potrebbero ammontare fino a 3.000 miliardi di euro all’anno entro il 2032, corrispondenti al 18% del PIL dell’Unione europea nel 2022.

Inoltre, il think-tank europeo Strategic Perspectives prevede che nei prossimi 15 anni, con 668 miliardi di euro di nuovi investimenti, potrebbero essere creati 2 milioni di nuovi posti di lavoro nell’industria in uno scenario europeo “zero emissioni nette entro il 2040”. Si stima inoltre un risparmio di 856 miliardi di euro tra il 2025 e il 2040 grazie alla riduzione delle importazioni di combustibili fossili e una diminuzione significativa delle bollette energetiche.

La proposta di Legambiente: ecco le 16 priorità ambientali

Fra le diverse priorità delineate dal programma, emergono proposte ambiziose e pragmatiche per garantire una transizione verso un’economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente. In primo luogo, si propone l’adozione di una strategia industriale europea volta a potenziare la competitività delle imprese e accelerare il passaggio verso la neutralità climatica.

Questa strategia sarebbe affiancata da una nuova direttiva quadro sulla giusta transizione in Europa, volta a sostenere finanziariamente questo processo attraverso il potenziamento del Just Transition Fund. Inoltre, si suggerisce l’istituzione di un fondo europeo per gli investimenti green e sociali post-2026, con un budget di almeno 1.000 miliardi di euro, mirato a promuovere iniziative e progetti che favoriscano la sostenibilità ambientale e sociale.

Le 16 priorità ambientali delineate da Legambiente pongono ovviamente il clima come la prima e più urgente sfida da affrontare. Queste includono l’adozione di un nuovo pacchetto energia e clima mirato a ridurre le emissioni climalteranti, il phasing-out delle fonti fossili entro date specifiche e l’approvazione di leggi sulla resilienza climatica per garantire una transizione efficace verso una società a emissioni zero.

Tra le altre priorità si annoverano strategie per promuovere l’agroecologia nell’agricoltura, il ripristino della natura attraverso la Nature Restoration Law, l’adozione di azioni per ridurre l’inquinamento e proteggere le risorse idriche e il suolo, e l’investimento nella mobilità sostenibile e nell’elettrificazione dei trasporti.

Promossa la petizione #Carpedeal contro la corruzione

Al fine di garantire il successo di queste proposte, Legambiente infine sottolinea anche l’importanza di combattere la corruzione e coinvolgere attivamente gli stakeholder nella transizione ecologica. L’associazione, per questo, promuove la petizione #Carpedeal, invitando il pubblico a sottoscriverla e ad impegnarsi per un futuro sostenibile per tutti.

“Ci troviamo a fronteggiare – aggiunge Mauro Albrizio, responsabile ufficio europeo di Legambiente una triplice crisi climatica, economica e sociale, aggravata dalle guerre in corso, e le istituzioni europee sono messe fortemente in discussione da una parte delle forze politiche in campo. Quelle sovraniste hanno costruito tutta la loro campagna elettorale contro l’Europa e contro il Green Deal, lanciato dalla Commissione uscente presieduta da Ursula Von Der Leyen all’inizio del suo mandato a fine 2019. Il nostro auspicio è che si ritrovi il buon senso e non si dimentichi che l’Europa, nonostante le sue contraddizioni, ha svolto un ruolo fondamentale per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, facendo leva sui principi dell’azione preventiva e sul principio “chi inquina paga”, su strategie come il green deal europeo, e approvando direttive che hanno cambiato po­sitivamente le condizioni ambientali degli Stati membri a partire dall’Italia”.

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