Demoskopica: flussi turistici in calo nel 2024 (Foto A.M per Pixabay)

Flussi turistici in calo quest’anno in Italia. Il 2024 potrebbe chiudersi con 3 milioni e 300 mila turisti in meno nelle strutture turistiche del paese. La spesa turistica risulta in crescita, pari a oltre 127 miliardi di euro, ma su questa pesano i prezzi e il rialzo dell’inflazione.

La nota previsionale “Tourism Forecast 2024” dell’Istituto Demoskopika accende i riflettori sull’andamento del turismo di quest’anno e sulla necessità di ripensare, di fatto, le caratteristiche del turismo in Italia anche alla luce dei cambiamenti in atto, del turismo sostenibile e dei prezzi.

Afferma il presidente Demoskopica Raffaele Rio: «Serve una programmazione più consapevole per adeguare l’offerta del Belpaese ai cambiamenti in atto dei consumi turistici e per arginare la crescita dei prezzi. Il caro-vacanze potrebbe pesare per ben 5,9 miliardi di euro nei dodici mesi dell’anno in corso».

E proprio sui prezzi si sofferma anche Assoutenti che sottolinea come l’aumento delle tariffe si riveli un “boomerang” per gli operatori turistici, con gli italiani che rinunciano a partire.

In calo i turisti italiani

Il calo dei flussi turistici riguarda soprattutto i turisti italiani. Le previsioni di Demoskopica per il 2024 segnerebbero un andamento al ribasso dei flussi turistici in Italia: 130,3 milioni di arrivi e 445,3 milioni di presenze, con un decremento rispettivamente pari al 2,5% e allo 0,4% rispetto ai dodici mesi dell’anno precedente. In altri termini, spiega l’Istituto, “si dovrebbero registrare oltre 3,3 milioni di turisti in meno che hanno scelto di pernottare nel sistema alberghiero ed extra-alberghiero del Belpaese”.

Pesa soprattutto il calo dei flussi turistici degli italiani, a meno 4,5% rispetto al 2023 con pernottamenti in flessione del 2,5%.

I flussi turistici in Italia potrebbero generare quest’anno una spesa turistica pari a 127 miliardi di euro con una variazione in crescita del 3,8% rispetto al 2023, sulla quale – spiega l’Istituto – la dinamica al rialzo dell’inflazione turistica acquisita, stimata al 4,9% da Demoskopika nel mese di agosto, potrebbe pesare per ben 5,9 miliardi in più sui consumi dei vacanzieri.

Adeguare l’offerta ai cambiamenti nel turismo

«È necessario adottare una programmazione più consapevole e strategica – ha detto Raffaele Rio, presidente di Demoskopika – per adeguare l’offerta turistica del Belpaese alle trasformazioni in atto nei modelli di consumo turistico e, contestualmente, per contrastare in modo efficace la crescita sostenuta dei prezzi. Il turismo sta vivendo una fase di rapidi cambiamenti, influenzata da nuovi trend, come il turismo sostenibile, le esperienze personalizzate e l’aumento della domanda per mete alternative a quelle più famose, le cosiddette “dupe destinations”, sicuramente più economiche e meno inflazionate rispetto alle mete più blasonate».

Per Rio non basta proporre un’offerta turistica tradizionale ma serve “una visione lungimirante” capace di rispondere alle novità e alle aspettative dei turisti.

«Questo significa rivedere l’intera filiera dell’ospitalità, potenziando l’attrattività delle destinazioni, investendo in infrastrutture adeguate, in nuove tecnologie e nella formazione del personale, in modo da garantire un’esperienza di alto livello a costi che rimangano accessibili e competitivi – spiega il presidente Demoskopica – Inoltre, una programmazione ben strutturata può contribuire a contenere l’aumento dei prezzi nel settore turistico, una questione che rischia di rendere alcune destinazioni italiane meno appetibili per un’ampia fascia di viaggiatori, sia nazionali che internazionali».

Assoutenti: gli italiani rinunciano a partire

Assoutenti guarda a quest’analisi evidenziando soprattutto il peso del caro prezzi. “I turisti puniscono le speculazioni degli operatori turistici e tagliano drasticamente villeggiature e soggiorni fuori casa”, afferma l’associazione di fronte alla previsione di calo dei flussi turistici, specialmente quelli degli italiani.

«La ricerca conferma in pieno quanto Assoutenti denuncia già da mesi, ossia l’impatto negativo dei rincari su tutto il comparto turistico – afferma il presidente Gabriele Melluso – Strutture ricettive, stabilimenti balneari, ristoratori e operatori del settore hanno applicato sensibili rialzi dei prezzi speculando sulla ripresa del turismo straniero in Italia, una arma a doppio taglio che ha spinto gli italiani a ridurre drasticamente le partenze e i soggiorni sul territorio  nel corso dell’anno».

L’associazione ricorda i rincari di agosto sui pacchetti vacanza, sui villaggi, sui campeggi, sugli alberghi. «Aumenti insostenibili per milioni di famiglie costrette a tagliare il numero di notti fuori casa o a rinunciare del tutto alle partenzespiega Melluso – Proprio per questo chiediamo al governo di convocare Mister Prezzi e la Commissione di allerta rapida sui prezzi e avviare un attento monitoraggio sull’andamento dei listini nel comparto turistico».

Parliamone ;-)