Istat: potere d’acquisto in aumento dell'1,2%. Consumatori: “Consumi deboli” (Foto Pixabay)
Istat: potere d’acquisto in aumento dell’1,2%. Consumatori: “Consumi deboli”
Secondo l’Istat il potere d’acquisto delle famiglie è in aumento nel secondo trimestre 2024. Le associazioni dei consumatori sottolineano la debolezza dei consumi a più 0,4%
“Il potere d’acquisto delle famiglie aumenta per il sesto trimestre consecutivo, beneficiando del persistente rallentamento della dinamica dei prezzi”. È quanto scrive l’Istat nei dati pubblicati oggi sui conti trimestrali di amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie. L’Istituto rileva che nel secondo trimestre di quest’anno il reddito disponibile lordo e il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici sono cresciuti dell’1,2%.
I consumi sono cresciuti dello 0,4%, con una propensione al risparmio delle famiglie consumatrici del 10,2%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Associazioni: consumi deboli
Sono dati accolti dai Consumatori a partire da un aspetto: la debolezza dei consumi.
Non a caso l’Unione Nazionale Consumatori parla di “consumi asfittici”.
Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «Un rialzo dello zero virgola, +0,4%, che certo non può dare slancio alla crescita del Paese, oltre a segnare un peggioramento rispetto al precedente aumento congiunturale dello 0,5%. Bene, invece, il recupero del potere d’acquisto». Per Dona però «bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se la ripresa del potere d’acquisto e del reddito disponibile si tradurranno in maggiori consumi o in risparmio. Certo la dichiarazione di ieri del ministro Giorgetti sulla prossima manovra, che richiederà sacrifici da tutti, non facilita un rilancio della propensione al consumo».
Per il Codacons i dati dell’Istat su redditi e potere d’acquisto “dimostrano in modo inequivocabile l’effetto dei prezzi al dettaglio sulle condizioni economiche delle famiglie”.
Spiega il presidente Carlo Rienzi: «I numeri dell’Istat confermano l’esigenza di mantenere i prezzi al dettaglio sotto controllo, perché solo tutelando il potere d’acquisto delle famiglie sarà possibile sostenere i consumi e dare benzina alla nostra economia».
“L’andamento dei prezzi al dettaglio, con l’inflazione che si è stabilizzata attorno a quota +1% dopo i picchi registrati nell’’ultimo biennio, ha avuto effetti positivi diretti sia sui redditi disponibili che sulla capacità di acquisto dei cittadini, con entrambi gli indici che salgono del +1,2% rispetto al trimestre precedente – spiega il Codacons – I consumi, tuttavia, risultano ancora deboli, con una crescita del +0,4% sul trimestre e +0,8% su anno, a dimostrazione di come le famiglie adottino comportamenti di spesa prudenziali, puntando più al risparmio che, non a caso, sale del +0,8% rispetto ai tre mesi precedenti”.

