Gioco d’azzardo, Cgil e Federconsumatori: le anomalie di gioco nei piccoli comuni (Foto Pixabay)
Gioco d’azzardo, Cgil e Federconsumatori: comuni piccoli, ma grandi quantità di soldi giocati
“Non così piccoli. L’azzardo online nei piccoli comuni italiani” è un dossier di Cgil, Federconsumatori e Isscon che punta i riflettori sul gioco d’azzardo nei piccoli comuni. Che contano molte anomalie e, a volte, migliaia di euro giocati ogni anno online
I numeri dei gioco d’azzardo sono ormai da record. Il volume lordo del giocato in Italia nel 2023 (fisico e online) è aumentato del 10,2% rispetto al 2022 ed è arrivato a quota 150 miliardi di euro, segnando un nuovo record dopo i 136 miliardi dell’anno precedente. Il valore complessivo delle giocate supera il 7% del PIL nazionale. Quest’anno, il 2024, già si va verso picchi ulteriori, con 90 miliardi di raccolta da gioco da gennaio a luglio. Ci sono poi delle tendenze particolari. Nei piccoli comuni, ad esempio, si gioca di meno ma le anomalie sono maggiori. Ci sono piccoli centri in cui risulta che si giochino online migliaia di euro procapite – qualcosa come 7 mila, 9 mila, 13 mila euro l’anno. Come è possibile?
L’azzardo online nei piccoli comuni
I dati vengono dal report “Non così piccoli. L’azzardo online nei piccoli comuni italiani”, il rapporto di Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon che, a pochi mesi dalla seconda edizione del “Libro Nero dell’azzardo online” approfondisce i dati, mai esplorati in precedenza, dei 3.232 comuni italiani tra 2.000 e 9.999 abitanti, corrispondenti a un quarto della popolazione italiana e al 41% dei comuni.
I Comuni, riconosce il dossier, sono centrali in ogni tentativo di contenere la crescita del gioco d’azzardo. Perché 150 miliardi di gioco complessivo per il 2023 sembra un numero talmente grande da diventare astratto.
“Se, invece, si esamina la propria città, se si studia quanto viene speso e perso nelle Slot, nel gioco online, nel Gratta&Vinci, inevitabilmente si dà corpo e sangue a quei numeri, se ne intuiscono l’enormità e le anomalie, in termini di disagio e possibili infiltrazioni criminali”, si legge nel dossier.
Il sorpasso dell’azzardo online
Nel 2023 il totale dell’azzardo su rete fisica è stato pari a 67,9 miliardi di euro (+ 7,8% rispetto al 2022).
La Raccolta online tocca quota 82,08 miliardi di euro (+12,3% rispetto al 2022, in particolare giochi di carte, giochi di sorte a quota fissa e giochi a base sportiva).
Soprattutto per i giocatori più giovani il sorpasso sul gioco fisico da parte del gambling da remoto è ormai avvenuto da tempo.
Spiega ancora lo studio: “Esiste una relazione inversa fra la situazione socioeconomica finanziaria e l’incremento della raccolta complessiva dei giochi d’azzardo. All’acutizzarsi della crisi (reale o percepita) corrisponde una crescita della propensione al gioco e una conseguente contrazione dei consumi. Motore di questa dinamica, alimentata dalla crescente pubblicizzazione dei giochi d’azzardo legali, è l’idea illusoria di una vincita in grado di garantire la risoluzione “in un colpo solo” dei problemi economici correlati alla crisi”.

Gioco d’azzardo e anomalie nei piccoli comuni e nei centri turistici
Si gioca d’azzardo di più nei centri medi e grandi ma la quantità di anomalie nella fascia dei piccoli comuni è superiore. Ad esempio, si legge nel dossier, la regione che spende meno nel gioco online è il Veneto. Padova conta 960 euro annui giocati nel 2023.
“Ma guardando ai piccoli comuni, quello dove si è giocato di più online nel 2023 è proprio in provincia di Padova, Anguillara Veneta, 4.161 abitanti. Nel 2022 si registrava un dato di poco superiore a quello provinciale, 1.231 euro, ma nel 2023 sono spuntati all’improvviso 40 milioni di euro, accuratamente riportati nelle tabelle dell’ADM, che hanno portato il piccolo comune all’incredibile media pro capite di 13.073 euro per ogni abitante tra 18 e 74 anni, 1.100 euro mensili, quasi 14 volte la media provinciale. I primi 3 comuni della classifica sono del Nord”.
Fra i piccoli comuni con dati anomali di gioco ce ne sono diversi a economia turistica.
Secondo il dossier “si nota una anomala presenza di piccole città ad economia turistica: Capri, nel 2022 era già ai primissimi posti con 7.913 euro pro capite, saliti a 9.503 nel 2023; il limitrofo comune di Anacapri arriva a quasi 5.000 euro”.
Nel blocco ci sono anche tante cittadine di mare e paesi che si affacciano sul Lago di Garda e sul Lago di Como.
“L’ipotesi che si può avanzare – si legge – è che una parte del ricavato dell’economia turistica, in particolare l’area di irregolarità che può investire questo settore, venga riciclata nell’azzardo online”.
Sono poi le Regioni del Sud a registrare il colore nero nella mappa della diffusione dell’azzardo, anche nei piccoli centri. Anche per i piccoli comuni, spiega ancora il report, “si conferma che l’azzardo online registra i numeri più elevati nelle aree a maggiore concentrazione della malavita organizzata”.
Sono somme che, con prudenza, il Libro Nero sull’azzardo 2024 ha quantificato in 16-18 miliardi, il 20-22% delle giocate complessive online. “Con la sua “convenienza” (ogni 100 euro giocati ne tornano al giocatore mediamente 94, contro i circa 70-75% dei giochi fisici) il gioco online ha probabilmente assorbito una parte del riciclaggio esercitato nel passato attraverso le Slot”, analizza ancora il dossier.
Federconsumatori: “Sgonfiare l’azzardo online”
«È ormai chiaro a molti che in Italia è necessario sgonfiare l’azzardo online, e sono necessarie politiche nazionali e locali per il contenimento di quello fisico – afferma Michele Carrus, presidente Federconsumatori – Nessuno chiede di vietare l’azzardo: oltre che impossibile sarebbe anche controproducente, e alimenterebbe il canale illegale. Chiediamo, invece, di contenerlo, esaminando la materia attraverso un bilancio sociale, che metta a fianco delle entrate per la collettività, sotto forma di tasse, anche le uscite, in termini di costi sanitari e sociali, gli effetti sui bilanci personali, sulla disgregazione delle famiglie».
L’associazione chiede ai Comuni di opporsi alla crescita di offerta dell’azzardo. E sollecita l’avvio di campagne educative soprattutto verso i più giovani.

