MDC: ritirata la tassa sulla connessione in rame, vittoria per i consumatori (Foto di Lucent_Designs_dinoson20 da Pixabay)
MDC: ritirata la tassa sulla connessione in rame, vittoria per i consumatori
Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esprime soddisfazione per il ritiro dell’emendamento 76.07 alla manovra finanziaria, che prevedeva un incremento del 10% sui costi per i servizi di connettività basati su rete in rame (Adsl) e fibra FTTC (misto rame)
Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esprime grande soddisfazione per il ritiro dell’emendamento 76.07 alla manovra finanziaria, che prevedeva un incremento del 10% sui costi per i servizi di connettività basati su rete in rame (Adsl) e fibra FTTC (misto rame).
“Questo ritiro rappresenta una vittoria di buon senso e di giustizia sociale. Tassare i consumatori in assenza di infrastrutture adeguate sarebbe stato un errore gravissimo. Continueremo a lavorare affinché le politiche pubbliche puntino su investimenti mirati, per assicurare una connessione di qualità a tutti i cittadini, senza lasciare indietro le aree più marginalizzate del Paese. Questa è la vera sfida della transizione digitale, che non può prescindere dalla tutela dei diritti dei consumatori”, afferma il presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, Antonio Longo.
Connessione in rame, il parere di MDC
“La misura, che avrebbe gravato sugli utenti ancora privi di connessioni in fibra ottica – spiega l’associazione – è stata eliminata grazie alle proteste sollevate dalla società civile e al prevalere, anche all’interno della stessa maggioranza, dell’idea di reperire altrove i fondi necessari per sostenere la transizione verso le reti a banda ultralarga”.
“La protesta civile e determinata ha dimostrato che la voce dei consumatori non può essere ignorata. Ora è necessario concentrare gli sforzi su investimenti concreti per colmare il gap infrastrutturale e garantire un accesso equo alla banda larga in tutto il Paese. La transizione digitale deve essere un percorso inclusivo, non un ulteriore ostacolo per chi è già svantaggiato”, dichiara l’avvocato Francesco Luongo, esperto del Movimento Difesa del Cittadino.
“I proventi della cosiddetta “tassa sul rame” – spiega ancora l’associazione – sarebbero andati a finanziare la migrazione dalle reti in rame alle infrastrutture in fibra ottica, ma l’emendamento, ora caduto, avrebbe comportato un ingiusto aggravio economico per milioni di consumatori, penalizzando chi non ha alternative disponibili alla connessione più lenta“.
MDC, conclude l’associazione, “continuerà a vigilare affinché nessun consumatore venga lasciato indietro nel percorso di digitalizzazione del Paese e affinché le istituzioni promuovano soluzioni che garantiscano un accesso equo e universale alla banda ultralarga”.

