Saldi invernali, Confconsumatori: attenzione al bombardamento pubblicitario del Buy Now, Pay Later (Foto Pixabay)
Saldi invernali, Confconsumatori: attenzione al bombardamento pubblicitario del Buy Now, Pay Later
In vista dei saldi invernali al via domani, 4 gennaio, Confconsumatori mette in guardia sui rischi degli acquisti troppo convenienti. E chiede attenzione alla formula di pagamento del “Buy Now, Pay Later”
Attenzione alle insidie che si nascondono dietro ad acquisti a prezzo scontato, a promozioni troppo belle per essere vere e al bombardamento pubblicitario legato alla formula di pagamento del Buy Now, Pay Later, letteralmente “Acquista ora, paga dopo”, una forma di pagamento in crescita, trainata dal commercio elettronico e dalla sua facilità d’uso. È il suggerimento che arriva da Confconsumatori in vista della partenza dei saldi invernali, domani in quasi tutte le regioni.
Un recente report CRIF sottolinea la crescita di questa modalità di pagamento. Nel secondo trimestre del 2024 gli importi erogati del Buy Now Pay Later sono cresciuti del 133% rispetto al primo trimestre 2022. Millennials e Generazione X rappresentano il 76% chi di utilizza il BNPL ma l’uso si diffonde anche fra gli utenti più maturi. E più della metà degli utilizzatori ha sottoscritto almeno 2 contratti di BNPL, mentre il 16% ne ha 5 o più.
In vista dei saldi invernali, ricorda Confconsumatori, bisogna prestare la massima attenzione alle varie insidie che possono nascondersi nelle promozioni. L’associazione richiama l’attenzione su tre casi in particolare: lo sconto applicato e annunciato, gli acquisti online e appunto il Buy Now, Pay Later (li riportiamo a seguire).
«Abbiamo voluto richiamare l’attenzione su queste nuove problematiche, perché abbiamo constatato che spesso i consumatori prestano attenzione ai soliti accorgimenti ormai abbastanza conosciuti e non si rendono conto che vi sono nuove insidie – dichiarano il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli, e il vicepresidente nazionale Carmelo Calì – Il consumatore informato ha già dimostrato di saper difendere i propri diritti».
I saldi e l’indicazione del prezzo scontato
La riduzione di prezzo annunciata in una pubblicità dev’essere calcolata sulla base del prezzo più basso degli ultimi 30 giorni.
Esistono promozioni di vario tipo che presentano riduzioni di prezzo o “prezzi sensazionali”, ma spesso la riduzione di prezzo pubblicizzata è sulla base del prezzo immediatamente precedente all’offerta: in questo modo viene indotto in errore il consumatore, aumentando il prezzo praticato prima di annunciare una riduzione di prezzo ed esponendo così false riduzioni di prezzo. A tal proposito, ricorda Confconsumatori, la Corte di giustizia Ue con una recente sentenza ha stabilito che una riduzione di prezzo, annunciata da un’azienda sotto forma di una percentuale o di una dicitura pubblicitaria diretta a sottolineare il carattere vantaggioso di un’offerta di prezzo, deve essere determinata sulla base del prezzo più basso applicato nel corso di un periodo non inferiore a 30 giorni prima dell’applicazione della riduzione di prezzo.
Saldi e acquisti online
Occorre prestare attenzione al prezzo effettivo dei prodotti commercializzati online, prosegue l’associazione. In passato, infatti, è accaduto che siano state diffuse informazioni ingannevoli in merito ai reali costi delle transazioni commerciali veicolando, attraverso una pluralità di mezzi pubblicitari, claim enfaticamente incentrati sulla gratuità delle operazioni di compravendita e sull’assenza di commissioni. Le società hanno omesso di indicare in modo chiaro e trasparente, fin dal momento dell’iniziale “aggancio pubblicitario”, l’esistenza a carico dei consumatori di costi ulteriori rispetto al prezzo di acquisto del prodotto, legati all’applicazione di commissioni: ad esempio per la protezione degli acquisti o per le spese di spedizione. Si tratta di pratiche commerciali scorrette ai sensi del Codice del consumo, in quanto idonee a ingannare i consumatori sulle modalità e sui costi delle operazioni di compravendita eseguibili sulle piattaforme e dunque a indurli ad assumere una decisione circa l’acquisto di un prodotto sul sito che altrimenti non avrebbero preso. E se tali prassi si sono verificate nel passato è bene sapere anche che le società che le hanno messe in atto sono state sanzionate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

(Foto Cup of Couple su Pexels)
Buy Now, Pay Later: i rischi della formula di acquisto
In questi giorni, prosegue Confconsumatori, stiamo assistendo ad un vero e proprio bombardamento pubblicitario su tale modalità di pagamento. Si tratta di un finanziamento a breve termine di importo contenuto, con valutazione della richiesta di credito spesso in modo istantaneo, con il quale il consumatore fraziona il pagamento di un acquisto in un numero variabile di rate senza interessi. Le spese riguardano soprattutto beni voluttuari e, pur attraendo maggiormente i giovani, cominciano a coinvolgere tutte le fasce d’età.
L’aumento della digitalizzazione dell’e-commerce ha favorito la forte crescita del “Buy now, pay later” i cui importi, secondo i dati diffusi da un recente report di Crif, la Centrale rischi di intermediazioni finanziarie, nel secondo trimestre del 2024 sono cresciuti del 133% rispetto al primo trimestre 2022. Occorre prestare la massima attenzione ai contratti in quanto, anche se senza interessi, possono essere previste commissioni per le modalità di pagamento o in caso di ritardo nei pagamenti. Da quest’ultimo punto di vista potrebbero essere previste anche penali e interessi di mora non irrisori.
I consumatori devono prestare la massima attenzione perché, come ha scritto la Banca d’Italia in un report del 2022, «potrebbero favorire acquisti impulsivi ed eccessivi rispetto alle capacità di spesa degli acquirenti, determinando per gli utilizzatori l’accumulo inconsapevole di una quantità di debito complessivo non sostenibile». Insomma, il rischio di sovraindebitamento è dietro l’angolo.

