Carne di pollo, azienda leader in Francia aderisce all’European Chicken Commitment (Foto Pixabay)

Polli da carne, azienda leader in Francia aderisce all’European Chicken Commitment

In Francia il gruppo LDC si è impegnato a rispettare i criteri dell’European Chicken Commitment porre fine alle pratiche più crudeli nell’allevamento e nella macellazione dei polli. Animal Equality Italia: “Inaccettabile che molte aziende italiane restino ferme”

Polli da carne, la svolta della Francia. Dopo una campagna durata oltre tre anni e condotta dall’organizzazione L214, il gruppo LDC si è impegnato a rispettare i criteri dell’European Chicken Commitment (ECC) per porre fine alle pratiche crudeli di allevamento e macellazione dei polli in Francia entro il 2028.

L’adesione dell’azienda, che rappresenta il 40% del mercato francese della carne di pollo, avrà un impatto su circa 400 milioni di polli ogni anno a partire dalla sua implementazione. È una decisione che coinvolge oltre 120 aziende e invia un segnale a tutte quelle realtà che ancora non si sono impegnate per ridurre la sofferenza degli animali, spiega Animal Equality Italia, che parte da quanto accaduto Oltralpe per denunciare una situazione di sostanziale immobilismo in Italia.

In Italia, afferma l’associazione, grandi aziende come Eataly, Carrefour e Cortilia hanno deciso di sottoscrivere l’ECC allineandosi ad altre centinaia di realtà europee, mentre altre aziende stanno rimanendo indietro. In Europa la stessa Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato pareri scientifici in cui chiede di di evitare la pratica della mutilazione, la restrizione alimentare e l’uso di gabbie per migliorare il benessere dei polli da carne e delle galline ovaiole d’allevamento.

L’European Chicken Committment

In tutta Europa, spiega Animal Equality, più di 6 miliardi di polli soffrono per la selezione genetica operata dall’industria alimentare per accelerare la crescita e produrre più carne al minor costo possibile. I polli vivono spesso in condizioni di allevamento precarie dal punto di vista igienico-sanitario e nel sovraffollamento.

Per restituire benessere a questi animali e porre fine alle pratiche peggiori usate nell’allevamento e nella macellazione è stato elaborato l’’European Chicken Commitment, risultato di una ricerca condotta da veterinari ed etologi in collaborazione con una quarantina di associazioni per il benessere degli animali in Europa.

L’European Chicken Commitment stabilisce una serie di criteri e requisiti minimi per l’allevamento e la macellazione dei polli. Prevede l’introduzione, per le aziende che sottoscrivono l’impegno, di una serie di requisiti di benessere animale nelle filiere dei polli da carne, negli allevamenti e nella macellazione.

Gli impegni che cambiano la filiera

Per i polli allevati in Francia, l’impegno dell’azienda leader significherà una riduzione della densità di allevamento da 20 a un massimo di 15 polli per metro quadro; la fine dell’allevamento di polli a crescita rapida, la cui selezione genetica causa gravi problemi di salute e sofferenze acute a questi animali; la presenza negli allevamenti di luce naturale, posatoi e di oggetti che soddisfino il naturale bisogno di beccare di questi animali; un metodo di macellazione che eviti di appendere ai ganci degli scannatoi animali ancora coscienti.

«L’impegno di LDC non è un traguardo, ma il minimo indispensabile – ha detto Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia -. Parliamo di criteri basilari per cercare di arginare le sofferenze estreme a cui sono sottoposti i polli, la specie più sfruttata e maltrattata dell’intera industria alimentare globale. Se persino il principale produttore francese riconosce l’urgenza di cambiare, è inaccettabile che molte aziende italiane restino ferme, voltando le spalle all’evidenza scientifica e alla crescente domanda sociale di giustizia per gli animali».

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