Virus del West Nile, Società malattie tropicali: “I casi individuati sono la punta dell’iceberg” (Foto Pixabay)

Virus del West Nile, Società malattie tropicali: “I casi individuati sono la punta dell’iceberg”

In allerta il numero di pubblica utilità 1500 per dare ai cittadini le informazioni utili sulla prevenzione del virus West Nile. A oggi sono dieci i casi confermati, sette nella provincia di Latina. SIMIT: aumentare prevenzione e sorveglianza nelle aree a rischio

Il virus del West Nile è tornato in circolazione. Al 20 luglio sono 10 i casi confermati di infezione da West Nile in Italia dall’inizio dell’anno; sette casi sono stati segnalati dalla Regione Lazio, tutti nella Provincia di Latina. E c’è stato un decesso. L’aggiornamento viene dal sistema di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute e supportato dall’Istituto superiore di sanità. Il virus del West Nile è sempre più endemico.

L’infezione non si trasmette da persona a persona, ma esclusivamente tramite la puntura della zanzara Culex pipiens, infettata da uccelli migratori o cavalli.

Per la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali “i casi individuati rappresentano solo la punta dell’iceberg, la maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico: occorre fare diagnosi precoci e mappare il territorio”.

Ministero della Salute: “Situazione sotto controllo”

Dei sette casi segnalati nel Lazio, inoltre, sei si sono manifestati nella forma neuro-invasiva e un caso con sintomi solo febbrili. Quattro casi sono in persone di sesso maschile e i restanti tre di sesso femminile. L’età mediana delle persone colpite è di 72 anni (range: 63-86).

Le istituzioni sanitarie si sono attivate e il Ministero della Salute ha fatto sapere di essere “in continuo raccordo con le Regioni, gli Enti e le Istituzioni per assicurare un presidio costante e puntuale sulla diffusione del virus West Nile”.

Il Ministero ha poi allertato il numero di pubblica utilità 1500 per fornire ai cittadini le informazioni utili per la prevenzione del virus West Nile. E ha diffuso una circolare che prevede il rafforzamento della sorveglianza clinica umana, specialmente nei territori con circolazione virale documentata, e la sensibilizzazione dei medici di famiglia, pediatri e specialisti per l’identificazione tempestiva dei sintomi sospetti.

«La situazione è sotto controllo – ha detto Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute – e rimane importante adottare le misure previste dal Piano così come informare adeguatamente i cittadini sulle misure per proteggersi dalle zanzare, vettori del virus che, ricordo, non si trasmette da persona a persona per contatto con soggetti infetti».

La circolare del Ministero ricorda anche l’adozione delle misure di prevenzione suggerite ai cittadini: uso di repellenti, abbigliamento protettivo, uso di zanzariere, eliminazione di possibili focolai rappresentati da sottovasi, contenitori d’acqua, fontane non trattate.

Società di malattie infettive e tropicali: occorre fare diagnosi precoci

La SIMIT invita a rafforzare la sorveglianza clinica e ambientale e ad attuare con urgenza misure di prevenzione contro il vettore del West Nile, la zanzara Culex pipiens, per tutelare anziani e persone fragili.

Spiega la Prof.ssa Miriam Lichtner, infettivologo SIMIT e Professore Ordinario di Malattie Infettive e Tropicali all’Università Sapienza: «La diagnosi è molto importante, fortunatamente tra gli infettivologi c’è molta attenzione sull’argomento e si lavora da anni nel diffondere la conoscenza di queste patologie a tutta la classe medica. I colleghi di Latina sono stati molto bravi a pensare al West Nile e a identificare i casi con il supporto del laboratorio dello Spallanzani. I sintomi spesso assomigliano a un’influenza: febbre, mal di testa, rash cutaneo. Ma in alcuni casi compaiono tremori, sonnolenza, stato confusionale. Occorre intercettare subito i casi sospetti con screening mirati, specialmente nei Pronto Soccorso e dai medici di medicina generale. I casi individuati, infatti, rappresentano solo la punta dell’iceberg, poiché la maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico: occorre fare diagnosi precoci e mappare il territorio».

La Regione Lazio intanto ha attivato le disinfestazioni nei Comuni colpiti e un monitoraggio degli insetti vettori. È inoltre attiva la rete infettivologica regionale e oggi si svolgerà un vertice con tutti i reparti di malattie infettive e PS del Lazio.

«Il virus del West Nile non ha una cura specifica codificata – spiega la Prof.ssa Miriam Lichtner – Il trattamento è sintomatico e di supporto: idratazione, controllo della febbre, monitoraggio della funzioni vitali del paziente. Nei casi più gravi si possono utilizzare immunoglobuline e antivirali utilizzati per altri virus, come ad esempio il remdesivir. Per questo la diagnosi precoce e la prevenzione sono oggi i principali strumenti che abbiamo per contenere l’infezione. Accanto alla sorveglianza clinica, poi, è fondamentale la prevenzione ambientale: il vettore va controllato con disinfestazioni basate su larvicidi e adulticidi, a partire dalle aree umide e dai centri abitati. Anche i cittadini possono fare la loro parte: no ai ristagni d’acqua nei giardini, attenzione ai sottovasi, uso di repellenti e zanzariere. Con queste elevate temperature bisogna estendere l’attenzione a tutta la famiglia delle arbovirosi, come dengue, usutu, chikungunya, zica, visto che alcune di queste infezioni si sono già verificate anche alle nostre latitudini».

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