Gioco d’azzardo online, Federconsumatori: nei piccoli comuni le anomalie più grandi (Foto PIxabay per Pexels)

Il gioco d’azzardo si fa sempre più allarmante. E sempre meno chiaro per l’assenza di dati aggiornati. Spesso si sovrappone a fenomeni di illegalità e registra grandi anomalie nei picchi di giocato che si raggiungono nei piccoli comuni. È un quadro a tinte fosche quello che emerge dal nuovo dossier di Federconsumatori, CGIL e Isscon “Non così piccoli. La diffusione dell’azzardo online nei piccoli comuni italiani”, report giunto alla seconda edizione.

I dati sull’azzardo, pochi e non aggiornati

L’associazione apre il dossier con la difficoltà di trovare informazioni aggiornate sul gioco d’azzardo, con dati ufficiali che sono pochi, non aggiornati e con l’oscuramento de facto di tanti dati relativi alla diffusione dell’azzardo. Dal 2020 non possono essere pubblicati i dati comunali e provinciali delle slot machines. Mentre l’associazione non ha avuto da ADM i dati contenuti nella richiesta di accesso agli atti che aveva presentato – dati considerati riservati e relativi a informazioni commerciali.

“A questo punto, nell’arco di pochi anni, prima è stata vietata per via legislativa la diffusione dei dati delle Slot in tutti i comuni italiani, divieto poi esteso autonomamente da ADM a tutto l’azzardo fisico (Gratta & Vinci, Lotto, scommesse sportive ecc.) nei comuni italiani – si legge nel dossier – Ora si va oltre, estendendo il divieto anche all’azzardo online, negando così la diffusione di qualsiasi dato dell’azzardo per 6.700 dei 7.896 comuni italiani. Sono stati così resi indisponibili i dati di tutto l’azzardo nell’85% dei comuni italiani, e delle slot (AWP e VLT) nel restante 15%”.

Cresce l’azzardo online

A fronte dunque di statistiche lacunose e tempi dilatati per aver dati consolidati sull’azzardo, quello che si riesce a fotografare sono numeri sempre più ampi.

Il quadro generale dice che la raccolta dell’azzardo complessivo, fisico e da remoto, in Italia nel 2024 è quantificabile in 157,4 miliardi di euro, un volume economico equiparabile al 7,2% del PIL, con una crescita del +6,6% (+9,7 mld di €) rispetto al dato di consuntivo 2023 (147,7 mld di €) .

Il gioco d’azzardo online ha ormai superato quello fisico. Secondo il dossier, “il volume giocato a distanza in Italia, nel 2024, è pari a 92,1 mld di € (+10 mld di €, +12,2% rispetto al 2023), in particolare giochi di abilità (giochi di carte, casinò online), scommesse sportive e Betting Exchange”.

L’azzardo online ha un’offerta potenzialmente illimitata; non ha costi di gestione delle sedi fisiche; con gli smartphone sempre connessi raggiunge chiunque, dovunque; evita il controllo sociale sul giocatore.

Le anomalie dei piccoli comuni: 116 comuni in crisi acuta da azzardo”

Particolari e molto anomali sono i numeri del gioco d’azzardo online nei piccoli comuni. Qui il gioco da remoto ha superato nettamente quello fisico, rappresentando il 61,4% della raccolta complessiva.

Quello che emerge, spiega il dossier, sono “macroscopici problemi di legalità interni all’azzardo legale”.

Il report denuncia che ci sono “116 Comuni in “crisi acuta da azzardo”, dove l’azzardo online è più che doppio della media nazionale (pari a 2.162,35 euro); sono per l’82% nel Sud e Isole (con l’Abruzzo, seguendo la classificazione Istat) e per il 18% al Centro-Nord”.

“Il cuore di questo rapporto, all’interno di dati generali pessimi, sono proprio le tante anomalie, che nei piccoli centri sono ancor più visibile che in quelli grandi”.

Il report sulla diffusione del gioco d’azzardo online nei piccoli comuni riguarda quelli con popolazione fra 2 mila e 9.999 abitanti, pari a circa il 40% dei comuni italiani. In molti dei 3.142 comuni analizzati, spiega Federconsumatori, “la diffusione del gioco online è fortemente sospetta, in particolare in alcune Regioni del Sud. Tra questi sono 116 i comuni in “crisi acuta d’azzardo”, dove l’azzardo online è più che doppio rispetto alla media nazionale”.

Se si confrontano i dati col report precedente, si registra ad esempio il crollo del giocato in due comuni che erano primi in classifica: Anguillara Veneta (da 13073 euro giocati nel 2023 a 2018 euro nel 2024, con una diminuzione del -85%), Calliano (da 12.749 euro a 677 euro, -95%).

Per Federconsumatori “la variabilità incredibile di questi e di altri numeri conferma, a nostro parere, l’utilizzo del canale online come modalità di riciclaggio di capitali più che sospetti”.

 

 

Gioco d’azzardo, la classifica dei piccoli comuni

La classifica del 2024 dei piccoli Comuni vede in testa, a livello regionale, la Campania, con 3.045 euro giocati pro capite nel solo online; poco al di sotto ci sono la Calabria, con 2.910 euro, e la Sicilia, con 2.895.

La classifica dei piccoli comuni dove più si gioca online si apre con Lacco Ameno (NA), nell’Isola d’Ischia, dove ogni cittadino nel 2024 ha giocato online 12.492 euro, oltre 1.000 euro al mese (con una crescita del 62% rispetto al 2023, e del 351% rispetto al 2022). A poca distanza c’è Capri (NA), che fa registrare un giocato di 10.393 euro pro capite. Al terzo posto il comune di Mairano (BS) con 10.374 euro giocati, in crescita del 250% nell’arco di un biennio.

La classifica di Federconsumatori prosegue con diversi altri piccoli comuni che segnano record di giocato e con la presenza, nella classifica di tutte queste anomali, di diverse realtà turistiche che spaziano dal Sud alla Liguria, al Lago di Garda al Lago di Como.

“La presenza di turisti – spiega Federconsumatori – può influire sull’azzardo fisico, ma è del tutto ininfluente per l’azzardo online; l’ipotesi è, quindi, che in queste realtà una parte del ricavato del turismo, quello che sfugge ai radar della legge, sia riciclata nell’azzardo online”.

Se si estende la classifica a tutti i comuni sopra i 2 mila abitanti, comprese dunque anche le grandi città, al primo posto c’è Castel San Giorgio (SA), con ben 18.045 euro giocati pro capite.

Quale divieto di pubblicità?

Il dossier denuncia poi che sull’andamento del gioco contribuisce anche il sostanziale superamento del divieto di pubblicità dell’azzardo “subdolamente sostituito da una inefficace, costosa e poco credibile campagna sul cosiddetto “gioco responsabile”. Basta guardare una partita di calcio in TV – spiega Federconsumatori – per capire quanto sia rilevante ormai la sponsorizzazione delle aziende dell’azzardo, tanto da mettere in secondo piano il gioco vero, quello che si disputa in campo”.

Parliamone ;-)