Psicofarmaci in età pediatrica, in dieci anni l’uso è raddoppiato (Foto Pixabay)

Psicofarmaci in età pediatrica, in dieci anni l’uso è raddoppiato

Dal 2016 sono più che raddoppiati sia la prevalenza d’uso che i consumi di psicofarmaci in età pediatrica. Il livello più alto è nella fascia di età 12‐17 anni. La tendenza all’aumento è mondiale dopo la pandemia di Covid-19. È uno dei dati che emerge dal Rapporto OsMed sull’uso dei medicinali in Italia

Aumentano le prescrizioni di psicofarmaci in età pediatrica. Antiepilettici, antipsicotici, antidepressivi e psicostimolanti sono al quarto posto fra i farmaci più prescritti per bambini e adolescenti.

In circa dieci anni, dal 2016 a oggi, sono più che raddoppiati sia la prevalenza d’uso che i consumi di psicofarmaci in età pediatrica. È uno dei dati che emerge dal Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia, realizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e pubblicato oggi. Per il presidente di Aifa, Robert Nisticò, “l’aumento delle prescrizioni di psicofarmaci fra i più giovani sottolinea quanto sia prioritaria la tutela della salute mentale di bambini e adolescenti”.

I farmaci in età pediatrica

Il focus sui farmaci in età pediatrica evidenzia che al primo posto per uso ci sono gli antinfettivi, mentre aumentano le prescrizioni di psicofarmaci.

Nel corso del 2024, circa 4,6 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica, pari al 50,9% della popolazione pediatrica italiana, con una prevalenza leggermente superiore nei maschi rispetto alle femmine (51,9% contro 49,9%). Dopo i farmaci antinfettivi per uso sistemico, la categoria a maggior consumo fra bambini e adolescenti, ci sono i farmaci dell’apparato respiratorio e i preparati ormonali sistemici, esclusi quelli sessuali e insuline. Per tutte le categorie si osserva un incremento dei consumi rispetto all’anno precedente.

I farmaci del sistema nervoso centrale (antiepilettici, antipsicotici, antidepressivi e psicostimolanti) sono al quarto posto tra i medicinali più prescritti, con un consumo pari all’8% del totale e un aumento del 4,1% rispetto al 2023.

Sebbene siano ancora su livelli bassi, nella prevalenza d’uso di psicofarmaci si è passati da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26%) nel 2016 a 59,3 confezioni per 1000 bambini (prevalenza dello 0,57%) nel 2024.

I farmaci: antipsicotici, antidepressivi e farmaci per ADHD

Si tratta soprattutto di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’ADHD. Il ricorso agli psicofarmaci, spiega l’Aifa, presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12‐17 anni, nella quale si registra un consumo di 129,1 confezioni per 1000 e una prevalenza dell’1,17%.

La tendenza è in crescita, in linea anche con altri studi internazionali, che evidenziano un aumento dei tassi di prescrizione di questi farmaci in tutti i paesi soprattutto in seguito alla pandemia di Covid-19.

“In Italia, nonostante l’aumento osservato negli ultimi anni, in parte legato alle conseguenze dell’emergenza pandemica sulla salute mentale di bambini e adolescenti, l’uso dei farmaci psicotropi rimane sensibilmente più basso rispetto ad altri Paesi – spiega l’Aifa – Nel 2024 la prescrizione di questi medicinali nella popolazione pediatrica italiana si attesta allo 0,57%, un dato sì raddoppiato rispetto al 2020 (0,30%), ma ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei (ad esempio la Francia con 1,61%) ed extra‐europei (USA 24,7%‐26,3%)”.

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