Caro voli Sicilia, Confconsumatori: unica soluzione è continuità territoriale con oneri di servizio pubblico (Foto Marina Leonova per Pexels)
Caro voli Sicilia, Confconsumatori: unica soluzione è continuità territoriale con oneri di servizio pubblico
Contro il caro voli da e per la Sicilia, Confconsumatori chiede di riconoscere la continuità territoriale con oneri di servizi pubblico per garantire tariffe eque e accessibili. Lanciata una petizione online
I costi esorbitanti dei voli dalla Sicilia al resto d’Italia sono “una chiara violazione del diritto alla mobilità garantito dall’articolo 16 della Costituzione italiana”. L’isolamento geografico limita la libertà di spostamento e le alternative ai voli, come treni e traghetti, non sono sempre praticabili o rapide. Da qui la richiesta: “Proponiamo di implementare la “continuità territoriale” per i voli dalla Sicilia, attraverso l’applicazione di oneri di servizio pubblico che garantiscano tariffe eque e accessibili ai siciliani. La continuità territoriale è riconosciuta in altre regioni insulari europee e dovrebbe essere attuata anche per la Sicilia, dove l’accessibilità è un diritto cruciale e non una concessione”.
Stop al caro voli dalla Sicilia, come?
È quanto si legge nella raccolta firme lanciata da Confconsumatori su change.org per “porre fine al caro voli dalla Sicilia”. Dopo l’audizione dell’Antitrust presso la Commissione Parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità (per cui non sono emerse criticità concorrenziali e sta allo Stato correggere gli squilibri) Confconsumatori ritiene che la continuità territoriale con oneri di servizio pubblico (OSP) per i collegamenti da e per la Sicilia siano necessari per “mettere fine in modo strutturale al caro voli da e per la Sicilia”, secondo il modello applicato in Sardegna.
«Fermo restando – dichiara Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori – ogni approfondimento e giudizio su quanto emerso oggi (ieri ndr), risulta chiaro che non sottoporre ad oneri di servizio pubblico i collegamenti aerei ed i servizi aerei di linea sulle rotte dagli aeroporti di Palermo e Catania e viceversa significa privare i siciliani di quel diritto alla mobilità a loro riconosciuto dall’articolo 16 della Costituzione italiana. È nostro dovere batterci perché questo diritto venga garantito concretamente e non a parole».
La continuità territoriale
La continuità territoriale indica quegli strumenti legislativi che vogliono garantire servizi di trasporto ai cittadini che abitano in aree caratterizzate da svantaggi per lontananza, irraggiungibilità o difficoltà di accesso. La massima apertura di mercato mette infatti a rischio le rotte poco remunerative. Per garantire il trasporto nei territori a vario titolo svantaggiati, lo Stato identifica i servizi aerei di linea per i quali possono essere imposti oneri di servizio pubblico. Questi devono servire aeroporti situati in regioni periferiche o in via di sviluppo oppure devono essere relativi a rotte a bassa densità di traffico verso qualsiasi aeroporto regionale se essenziale per lo sviluppo economico e sociale della regione.
Imporre oneri di servizio pubblico, spiega l’Enac, “significa rendere obbligatorio lo svolgimento di un servizio aereo secondo criteri di continuità, regolarità, capacità e tariffazione cui i vettori non si atterrebbero se tenessero unicamente conto del proprio interesse commerciale”.
Gli spostamenti dei siciliani
Confconsumatori chiede dunque di superare le obiezioni sulla impraticabilità della soluzione per la Sicilia, perché “sussistono tutti i presupposti di fatto affinché venga riconosciuta l’insularità e l’impossibilità per i siciliani di spostarsi agevolmente con soluzioni alternative. Risulta del tutto irrealistica, inoltre, l’idea che i collegamenti ferroviari possano rappresentare una valida alternativa alla mobilità aerea”.
L’esempio fatto dall’associazione è quello della recente introduzione del servizio oneri di servizio pubblico sull’aeroporto di Comiso per garantire equità tariffaria e stabilità nei collegamenti. “Al di fuori della continuità territoriale – spiega l’associazione – i consumatori siciliani continueranno a subire gli effetti di “monopoli di fatto”, nei quali le compagnie aeree, pur formalmente in concorrenza, tendono ad allinearsi su tariffe elevate invece che competere al ribasso”.
Il bonus voli della Sicilia
Anche il bonus contro il caro voli istituito dalla Regione Sicilia, spiega Confconsumatori, non ha risolto il problema alla radice. Pur apprezzando il potenziale come misura transitoria, per l’associazione il bonus da solo non ha contenuto il potere di mercato delle compagnie, non risolvendo il problema.
Il bonus voli è un’agevolazione, introdotta per la prima volta nelle festività natalizie del 2023, che riconosce uno sconto del 25% del prezzo del biglietto per tutti i residenti in Sicilia per voli da e per tutti gli aeroporti italiani (fino a un massimo di 75 euro), esteso al 50% per le categorie prioritarie, ossia le persone con almeno il 67% di invalidità, gli studenti e i residenti con un Isee inferiore a 15mila euro. La Regione Sicilia di recente l’ha prorogato al 28 febbraio 2026.
Per Confconsumatori rimane come elemento positivo “il riconoscimento dell’insularità della Sicilia, che dovrà essere assunto come base per la definitiva attuazione della continuità territoriale”. L’associazione ha dunque avviato una raccolta firme nazionale con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere l’adozione degli OSP anche in Sicilia. L’appello è rivolto al Presidente della Regione Siciliana, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Presidente dell’ENAC e alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea.

