Safer Internet Day, i giovani e l'intelligenza artificiale (Foto Karolina Grabowska www.kaboompics.com per Pexels)
Safer Internet Day, per i giovani l’intelligenza artificiale è quotidiana
Oltre il 47% degli adolescenti è stato vittima di cyberbullismo. L’intelligenza artificiale fa parte della vita quotidiana: molti chiedono consigli su temi importanti e supporto emotivo. Il quadro di Save the Children per il Safer Internet Day
I giovani si muovono online fra cyberbullismo e intelligenza artificiale. Oltre il 47% degli adolescenti fra i 15 e i 19 anni è stato vittima di cyberbullismo. Mentre l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana e viene usata non solo come supporto allo studio ma anche per prendere decisioni importanti, confrontarsi su temi personali o chiedere aiuto. Oltre quattro adolescenti su dieci affermano di aver chiesto aiuto a strumenti di intelligenza artificiale in momenti in cui si sentivano soli, ansiosi o tristi. E il 42,8% lo ha fatto per chiedere consigli su scelte importanti che coinvolgono scuola, lavoro, sentimenti.
Verso il Safer Internet Day
È quanto ricorda Save the Children in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete. Istituita e promossa dalla Commissione europea, si celebra quest’anno il 10 febbraio e vuole essere un momento importate per far riflettere i giovani sull’uso consapevole della rete e sul ruolo attivo di ciascuno per realizzare Internet come luogo sicuro.
La diffusione del cyberbullismo
I giovani online si scontrano con un cyberbullismo sempre più frequente insieme all’incitamento all’odio online, alla diffusione di immagini intime senza consenso e a diversi abusi digitali. Save the Children ricorda le dimensioni del fenomeno, che è aumentato dopo la pandemia:
- Il 47,1% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito cyberbullismo: messaggi offensivi, insulti o minacce online, oppure l’esclusione da chat e gruppi sul web;
- Secondo l’indagine Istat 2023, quasi il 20% dei 14-19enni ha vissuto più volte al mese episodi offensivi, aggressivi o di esclusione, sia online che offline.
- L’1,5% ha dichiarato di aver subito minacce e aggressioni fisiche ripetute.
In compagnia dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale fa parte della vita quotidiana degli adolescenti. I chatbot come Chat GPT, Claude e Dixit sono gli strumenti più diffusi, seguiti da traduttori automatici e assistenti vocali.
Gli adolescenti fanno ricorso all’IA per studio, scrittura e ricerca di informazioni. Ma anche per supporto emotivo: apprezzano che sia sempre disponibile e non giudichi, tanto che una parte significativa preferisce confrontarsi con uno strumento digitale piuttosto che con una persona reale. L’AI intercetta richieste di aiuto su problemi sentimentali, di salute, o per avere supporto psicologico.
L’indagine di Save the Children con CSA Research evidenzia che il 92,5% degli adolescenti utilizza strumenti di intelligenza artificiale. I motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio e nei compiti (35,2%). Il 41,8% degli adolescenti, poco più di due su cinque, ha chiesto aiuto all’AI in momenti di tristezza, ansia o solitudine.
Altri risultati importanti:
- Il 7,1% degli adolescenti usa l’IA per migliorare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia;
- Per quasi la metà degli adolescenti intervistati (49,1%), l’uso dell’IA è considerato fondamentale, mentre il 47,1% pensa che usarla di più potrebbe aiutarlo molto nella vita personale. Le caratteristiche più apprezzate sono il fatto che sia sempre disponibile (28,8%) e che abbia molte conoscenze (24,5%). Alcuni ragazzi apprezzano anche il fatto che l’IA li capisca e li tratti bene (14,5%) e che non li giudichi (12,4%);
- Tra chi utilizza strumenti di intelligenza artificiale, oltre la metà (58,1%) ha chiesto consigli su questioni serie e importanti della propria vita, spesso nel 14,3% dei casi e qualche volta nel 43,8%. Il 63,5% ha trovato più soddisfacente parlare con un’IA rispetto a una persona reale, spesso per il 20,8% e qualche volta per il 42,7%.
Quasi la metà degli adolescenti (48,4%) ha infine condiviso con l’IA informazioni della propria vita reale.
Il quadro restituisce dunque l’ampiezza della sfida: saper usare le opportunità di crescita, informazione e partecipazione offerte dalla tecnologia nella consapevolezza e prevenzione dei rischi, per un uso sicuro e critico degli strumenti digitali, tanto più importante quando si parla appunto di bambini e adolescenti.

