Shein, Ue avvia indagine (Foto Pixabay)

L’Ue apre un’indagine su Shein, l’ecommerce di fast fashion cinese. Nel mirino della Commissione europea il design che crea dipendenza e la vendita online di prodotti illegali, comprese bambole sessuali con sembianze infantili.

Bruxelles ha infatti avviato un procedimento formale verso l’ecommerce Shein ai sensi della legge sui servizi digitali (Digital Services Act) “per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, compreso il materiale pedopornografico”.

“Nell’UE i prodotti illegali sono vietati, che si trovino su uno scaffale di un negozio o su un mercato online – ha detto Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – La legge sui servizi digitali garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e li informa sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e le proprie responsabilità”.

Prodotti illegali e materiale pedopornografico

L’indagine si concentrerà intanto sui sistemi che Shein ha a disposizione per limitare la vendita di prodotti illegali, compresi – spiega la Commissione – “i contenuti che potrebbero costituire materiale pedopornografico, come le bambole sessuali a forma di bambino”.

Riguarderà i rischi legati a una progettazione che crea dipendenza, fra cui i sistemi di premi attribuiti ai consumatori, funzioni che potrebbero avere impatto negativo sul benessere e la protezione dei consumatori online. Ancora, l’indagine riguarderà la trasparenza dei sistemi di raccomandazione utilizzati da Shein per proporre contenuti e prodotti agli utenti. Secondo la legge sui servizi digitali, “Shein deve divulgare i principali parametri utilizzati nei suoi sistemi di raccomandazione e deve fornire agli utenti almeno un’opzione facilmente accessibile che non sia basata sulla profilazione per ciascun sistema di raccomandazione”.

Shein, scandali e reazioni

La Commissione farà un’indagine approfondita, raccogliendo prove e inviando richieste di informazioni, o facendo azioni di monitoraggio. Il percorso che ha portato all’indagine verso Shein segue diverse tappe.

Già nel giugno 2024, a febbraio 2025 e in ultimo a novembre 2025 la Commissione ha inviato tre richieste di informazioni a Shein per ottenere informazioni sulla conformità della società alla legge sui servizi digitali, in particolare per quanto riguarda la protezione dei consumatori e dei minori, e sulla trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione. Proprio a novembre dello scorso anno la Commissione aveva inviato a Shein una richiesta di informazioni dopo la segnalazione di vendita di beni illegali, in particolare armi e bambole sessuali con sembianze infantili, segnalate in Francia. A seguito dello scandalo il Parlamento europeo, in una risoluzione non vincolante,  aveva chiesto la sospensione temporanea delle piattaformein caso di gravi e sistematiche inadempienze.

In una nota Shein ha risposto: “Prendiamo con la massima serietà i nostri obblighi previsti dal Digital Services Act e abbiamo sempre collaborato in modo trasparente con la Commissione Europea; un approccio che continueremo a mantenere anche nel contesto di questo procedimento. La protezione dei minori e la riduzione dei rischi legati a contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi sono elementi centrali nel modo in cui sviluppiamo e gestiamo la nostra piattaforma. Condividiamo pienamente l’obiettivo della Commissione di promuovere un ambiente digitale sicuro e affidabile e continueremo a collaborare in modo costruttivo in ogni fase del percorso”. Shein ha fatto sapere di aver investito in nuove misure a supporto del Digital Services Act e di aver “accelerato l’introduzione di ulteriori misure di tutela per i prodotti soggetti a limiti di età” (Fonte: RaiNews.it).

Parliamone ;-)