Kiwi, autorizzazione in derogata per Dormex (Foto Pixabay)
Kiwi, torna un fitostimolante bandito da anni
Il Ministero della Salute ha dato un’autorizzazione in deroga per “situazioni di emergenza fitosanitaria” al Dormex, un fitostimolante bandito da anni. Varrà per la coltura del kiwi in Basilicata, Calabria, Campania, Lazio e Puglia
Sui kiwi italiani torna il Dormex, un fitostimolante bandito da anni in Europa. Il prodotto ha appena ottenuto dal Ministero della Salute una autorizzazione temporanea all’uso, appunto sulla sola coltura di kiwi, nelle regioni del Sud Italia.
Il Dormex è un fitostimolante e fitoregolatore in grado di regolare il risveglio delle piante. È da anni vietato in Italia e in Europa perché il suo principio attivo, l’idrogeno cianammide, è classificato come sospetto cancerogeno e possibile interferente endocrino. È inoltre una sostanza tossica per gli organismi acquatici e per l’ambiente. Viene usato però in deroga dalla Grecia, il principale concorrente dell’Italia nella produzione di kiwi, e questo ha spinto le organizzazioni dei produttori a chiedere la deroga e il Ministero a concederla.
Autorizzazione in deroga per il Dormex
Si tratta di una “autorizzazione in deroga per situazioni di emergenza fitosanitaria”, temporanea, fatta con la motivazione della “necessità di poter disporre di prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva idrogeno cianammide, ritenuta indispensabile per regolarizzare il risveglio di piante decidue”. L’autorizzazione è già stata concessa in Grecia e Portogallo, con le stesse condizioni climatiche. Il provvedimento del Ministero prevede che l’autorizzazione sia limitata al tempo necessario per permettere l’allegagione delle gemme e che questo non può superare un periodo massimo di 45 giorni
Il provvedimento stabilisce dunque che “l’autorizzazione è valida per un periodo di 45 giorni” e “nei soli territori delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio e Puglia, esclusivamente per la coltura del kiwi, in relazione all’emergenza fitosanitaria dovuta all’insufficiente soddisfacimento del fabbisogno in freddo”.
L’uso è poi subordinato alla conferma da parte dei Servizi Fitosanitari Regionali della sussistenza della carenza climatica.

