Obesità, Auxologico IRCCS: rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico (foto Pixabay)
Obesità, Auxologico IRCCS: rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico
In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità Auxologico IRCCS ricorda i dati del fenomeno e richiama l’attenzione su una delle principali emergenze di salute pubblica del nostro tempo, alla luce dei dati contenuti nel 10° Rapporto sull’Obesità in Italia
Secondo le ultime stime dell’OMS, nel 2022 le persone adulte con obesità nel mondo sono 890 milioni (16%), mentre 2,5 miliardi risultano in sovrappeso (43%). In Italia, secondo i dati Istat 2023, sono quasi 23 milioni le persone adulte in eccesso di peso, pari al 46,3% della popolazione adulta. Di queste, circa 5,8 milioni (11,8%) vivono con obesità.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità – che ricorre oggi 4 marzo – Auxologico IRCCS ricorda i dati del fenomeno e richiama l’attenzione su una delle principali emergenze di salute pubblica del nostro tempo, alla luce dei dati contenuti nel 10° Rapporto sull’Obesità in Italia, intitolato “La rivoluzione nell’obesità” e curato da trenta clinici e ricercatori italiani e stranieri.
“Negli ultimi decenni – afferma Auxologico IRCCS – l’obesità ha mostrato una crescita costante a livello globale, al punto da essere considerata una vera e propria epidemia. Le complicanze della sindrome metabolica non trattata interessano numerosi organi e sistemi e comportano un impatto significativo sulla salute individuale e sulla spesa pubblica. È fondamentale, quindi, non solo curare le persone già affette dalla patologia, ma anche rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico tempestiva“.
Obesità, Auxologico: garantire un accesso equo alle cure
L’obesità riguarda anche l’età pediatrica: oltre un ragazzo su quattro tra i 3 e i 17 anni (26,7%) è in eccesso di peso. Inoltre si registrano marcate differenze territoriali, con numeri più elevati nel Mezzogiorno. Campania (36,5%), Calabria (35,8%), Basilicata (35,0%) e Sicilia (33,8%) registrano le percentuali più alte di minori in eccesso di peso, mentre le Province autonome di Trento e Bolzano (15,1% e 17,4%), il Friuli-Venezia Giulia (18,4%) e la Lombardia (19,5%) presentano i valori più contenuti.
“Differenze che – spiega Auxologico IRCCS – evidenziano la necessità di interventi mirati e strategie che tengano conto delle specificità locali“.
La prof.ssa Simona Bertoli, responsabile dei Centri Obesità Lombardi e del Laboratorio di Ricerca sulla Nutrizione e l’Obesità presso Auxologico, sottolinea che “l’obesità è una malattia cronica e recidivante, non semplicemente legata a errate abitudini alimentari o alla sedentarietà. È essenziale garantire a tutte le persone affette un accesso equo e appropriato alle cure, riducendo lo stigma che ancora circonda questa condizione. Non si tratta di mancanza di volontà, ma di una patologia che richiede diagnosi precoce, presa in carico e continuità assistenziale“.
Nel 2025 – ricorda Auxologico IRCCS – la Lancet Commission ha proposto una nuova classificazione dell’obesità, che distingue una forma preclinica e una clinica:” nelle forme cliniche è necessario attivare tutte le opzioni terapeutiche più innovative, dai nuovi farmaci incretinici alla chirurgia bariatrica sempre meno invasiva, fino agli approcci multidisciplinari e riabilitativi per i casi più complessi. Restano centrali anche gli interventi sugli stili di vita e il potenziamento delle attività di prevenzione e sensibilizzazione”.
Anche la dimensione psicologica è centrale nel percorso di cura. Il prof. Gianluca Castelnuovo, responsabile del Servizio e Laboratorio di Psicologia Clinica e Psicoterapia presso Auxologico, ricorda che “la cura dell’obesità è prima di tutto la presa in carico di una persona, con un impatto che coinvolge aspetti medici, psicologici e sociali. Le terapie di ultima generazione rappresentano un importante avanzamento, ma il successo nel lungo periodo richiede un adeguato sostegno psicologico, educativo e motivazionale e un lavoro continuo sullo stile di vita“.

