Adolescenti e gioco d'azzardo (Foto Pixabay)
Gioco d’azzardo, a rischio un milione di adolescenti
Un milione di adolescenti italiani gioca d’azzardo. L’aggancio è l’ambiente digitale, dove il confine fra videogioco e azzardo può diventare molto sottile. Oltre quattro adolescenti su dieci hanno giocato d’azzardo nell’ultimo anno, quasi il doppio della media europea
Un milione di adolescenti italiani gioca d’azzardo. Alcuni ragazzi sono più vulnerabili di altri, e la porta d’accesso alla ludopatia spesso è proprio l’ambiente digitale in cui sono immersi. Il problema non è (solo) l’adolescente che entra in una sala slot. Anzi quella è una dimensione secondaria, perché il vero campo di battaglia è il gioco online.
“Il vero terreno di gioco attuale è quello online. E il confine tra videogioco e azzardo è diventato sottilissimo”. E così il gioco d’azzardo fra i minori “non è un problema di qualche famiglia sfortunata. È una trappola architettata bene, in un ambiente digitale che i ragazzi abitano ogni giorno”.
La diffusione dell’azzardo fra i minori
È quanto evidenzia il sito giocoresponsabile.info, che pubblica un approfondimento (e qualche consiglio per i genitori) sulla diffusione del gioco d’azzardo fra i minori in Italia. Il quadro è preoccupante.
L’Italia è al primo posto al primo posto in Europa per diffusione del gioco d’azzardo tra gli adolescenti. Secondo i dati ESPAD 2024, il 44,8% degli studenti italiani di 15-16 anni ha dichiarato di aver giocato d’azzardo negli ultimi dodici mesi, una percentuale che è quasi il doppio rispetto alla media europea (22,5%) e significativamente superiore alla media globale under-18 (18%). Lo stesso rapporto evidenzia che i comportamenti a rischio fra gli adolescenti stanno cambiando. È una generazione in transizione, nella quale le vulnerabilità stanno cambiando: richiedono attenzione alla salute mentale e si collegano alla dimensione digitale, come è evidente se si guarda alla facilità di accesso al gioco d’azzardo online. Oltre un adolescente su dieci (l’11%) presenta un profilo di gioco definibile “a rischio” o “problematico”.
L’approfondimento ricorda inoltre che circa 90 mila ragazzi fra i 14 e i 17 anni sono già classificati come giocatori problematici (ISS). Inoltre la quota di minori che gioca online è raddoppiata in sei anni, passando dal 20% al 40%. E i divieti possono essere facilmente aggirati.
Dal gioco online al gioco d’azzardo, un confine sottile
Il campo di gioco è dunque online e qui si sviluppano i rischi e la possibilità di finire in una condizione di dipendenza dall’azzardo.
Spesso, quando è già tardi, ci si rende conto dei soldi già persi. “Un ragazzo con una dipendenza quasi sempre ha già un debito che può essere con amici, con sconosciuti online, a volte con persone che non è prudente non pagare”.
L’aggancio al gioco è molto facile e il confine con l’azzardo è labile.
“Pensa alle loot box: paghi (con soldi veri) per aprire un pacco a sorpresa dentro un videogioco – spiega l’approfondimento di giocoresponsabile.info – Non sai cosa troverai. Potresti ottenere qualcosa di raro e prezioso, oppure nulla di utile. Funziona esattamente come una slot machine, con la stessa scarica di dopamina e la stessa voglia di “ritentare ancora una volta”. Solo che è nascosta dentro FIFA, Fortnite o Call of Duty. Poi ci sono gli streamer e gli influencer. Ragazzi popolari su Twitch o YouTube che giocano a poker online, aprono loot box in diretta, mostrano vincite clamorose. Raramente mostrano le perdite. Il messaggio implicito è che si può guadagnare facilmente, che è normale, che è divertente”.
I controlli sulla minore età possono essere aggirati. Si usa l’account di un familiare o di un amico maggiorenne, oppure si approda a casinò non regolamentati che non chiedono documenti e accettano ricariche anonime.
Le probabilità di rischio aumentano poi a seconda del contesto in cui ci si muove. Se l’adolescente vede giocare in famiglia, questo normalizza il gioco come comportamento adulto; se ci sono difficoltà economiche e si cerca nel gioco una via d’uscita; se c’è scarsa educazione finanziaria e non si calcolano le perdite reali: sono fattori che, se presenti tutti insieme, aumentano fino a otto volte il rischio di sviluppare una dipendenza dal gioco d’azzardo.

