Nuovo regolamento sulle tecniche genomiche, associazioni del bio: a rischio la libertà di scelta dei consumatori (foto Pixabay)
Nuovo regolamento sulle tecniche genomiche, associazioni del bio: a rischio la libertà di scelta dei consumatori
Il Consiglio Europeo ha approvato il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche. Demeter Italia e altre 51 organizzazioni del biologico e del biodinamico chiedono ai parlamentari di “rispettare il diritto fondamentale di conoscere ciò che mangiamo”
Il Consiglio Europeo ha approvato martedì scorso, con il voto favorevole di 18 Stati membri tra cui l’Italia, il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche (NGT). Croazia, Ungheria, Austria, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno votato contro, mentre Belgio, Bulgaria, Germania si sono astenuti. Il testo deve ancora essere adottato formalmente dal Parlamento europeo. Una volta adottato, il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.
Per Demeter Italia, un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici, affiliata alla Biodynamic Federation Demeter International (BFDI), si tratta di “una pessima notizia“, in quanto – ha sottolineato l’associazione – il nuovo regolamento “supera l’obbligo di etichettatura della presenza di alimenti geneticamente modificati“.
“Non solo una pessima notizia che mette a rischio la libertà di scelta del consumatore – ha dichiarato Enrico Amico, presidente di Demeter Italia– ma anche la triste constatazione che gran parte dei governi europei ha ignorato la volontà dei cittadini che si sono espressi in massa contro questa deregulation”.
Tecniche genomiche, la normativa sugli OGM
Demeter Italia ricorda che “nell’attuale quadro normativo dell’UE tutti gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono soggetti a requisiti rigorosi, tra cui valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura obbligatoria. Queste norme garantiscono che consumatori, agricoltori e produttori possano prendere decisioni informate”.
“La legislazione proposta e approvata dal Consiglio – ha evidenziato l’associazione – indebolirebbe significativamente queste tutele per un ampio gruppo di nuovi OGM, ora ufficialmente denominati Nuove Tecniche Genomiche (NGT). Le NGT di Categoria 1 sono piante con meno di 20 sequenze di DNA modificate e sono considerate “equivalenti alle piante convenzionali.” Le NGT di Categoria 2 comprendono tutte le altre piante geneticamente modificate con modifiche più complesse o meno prevedibili. NGT di Categoria 1 (circa il 94% di tutte le NGT) sarebbero esenti dai vigenti requisiti obbligatori di valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura, e i brevetti sui caratteri delle piante sarebbero consentiti. La maggior parte dei nuovi OGM ricadrebbe nella prima categoria”.
“Ma il problema non si ferma all’etichetta finale. Senza obbligo di etichettatura non può esistere tracciabilità e senza tracciabilità l’intera filiera perderebbe la capacità di controllarsi. La deregolamentazione delle NGT metterebbe a rischio la possibilità stessa di continuare a fare un’agricoltura sana”, ha proseguito Demeter Italia.
La campagna delle associazioni del bio
Nelle 12 settimane precedenti il voto è stata lanciata da 52 associazioni del biologico e biodinamico una campagna internazionale promossa dalla Biodynamic Federation Demeter International (BFDI) insieme alle organizzazioni nazionali Demeter, che, disponibile in 16 lingue, ha coinvolto oltre 500.000 persone.
La campagna, dal titolo “Blacked-out Ingredients” — Etichettate il cibo geneticamente modificato!” ha attivato in soli 3 mesi centinaia di migliaia di consumatori in 18 paesi dell’UE, chiedendo la protezione della trasparenza alimentare. Una richiesta che si rivolge adesso ai parlamentari europei che il 18 maggio voteranno il testo finale della normativa.
“Se la misura venisse approvata – ha affermato Demeter Italia – il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e, mentre si aprirebbero nuove e redditizie opportunità di mercato per i giganti dell’agroindustria, si chiuderebbe per sempre ogni possibilità per il consumatore di sapere se sta acquistando un prodotto ottenuto da sementi geneticamente modificate in laboratorio. Si tratterebbe di una violazione del diritto fondamentale di sapere con chiarezza cosa contengono i prodotti alimentari e, allo stesso tempo, di ignorare il parere dei cittadini europei che, per oltre due decenni, hanno rifiutato gli OGM. I dati dei sondaggi hanno infatti costantemente dimostrato che oltre l’85% dei consumatori UE vuole che tutti gli OGM siano etichettati negli alimenti”.
“Questa campagna – ha affermato Enrico Amico – è una risposta chiara e unitaria della comunità biodinamica e biologica europea a una proposta normativa che minaccia decenni di conquiste faticosamente raggiunte in materia di trasparenza alimentare. Se i nuovi OGM sono davvero così promettenti come si sostiene, non c’è motivo per cui debbano essere esenti da requisiti di etichettatura e tracciabilità. La chiarezza non ostacola l’innovazione, la rafforza. Chiediamo al Parlamento Europeo di difendere questo principio nel voto di maggio.”

