Benessere animale, chi l'ha visto? (Foto Pixabay)
Benessere animale, Animal Equality: è ancora fuori dall’agenda europea
Nell’agenda del prossimo Consiglio Agrifish, previsto per il 27 aprile, continua a mancare il tema del benessere animale
Benessere animale messo ancora all’angolo dall’Europa. Il tema continua a rimanere fuori dall’agenda politica europea ufficiale e dal nuovo Consiglio Agrifish. Nonostante 1 milione e 400 mila firme, quelle dell’iniziativa europea contro le gabbie, e nonostante la continua pressione pubblica delle associazioni che si occupano della tutela degli animali e del benessere degli animali da allevamento.
Animal Equality denuncia l’assenza del benessere animale nell’agenda del Consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish) dell’UE per la prossima riunione del 27 aprile. È una mancanza che rischia di ritardare le riforme da tempo promesse. Animal Equality chiede dunque che il tema del benessere degli animali venga formalmente inserito nell’ordine del giorno del Consiglio Agrifish e che venga stabilito un calendario legislativo chiaro.
Benessere animale, chi l’ha visto?
I ministri dell’Agricoltura di tutti i 27 Stati membri si riuniranno la prossima settimana, ma nonostante gli appelli all’azione da parte anche di alcuni governi nazionali e di europarlamentari, la questione del benessere animale non sarà discussa formalmente. Non è stata infatti inserita nell’agenda di Agrifish.
Animal Equality spiega che l’agenda del Consiglio viene definita con diverse settimane di anticipo dalla presidenza di turno. “L’assenza del benessere degli animali in questa fase significa che non verrà affrontato nella riunione di aprile, sollevando preoccupazioni sul fatto che la questione venga deliberatamente declassata in un momento critico – afferma l’associazione – Ciò avviene nonostante un livello di partecipazione pubblica senza precedenti. Una recente consultazione sulla riforma del benessere degli animali ha registrato una delle più ampie adesioni nella storia dell’UE, con un sostegno schiacciante a favore di protezioni più rigorose”.
Nei prossimi giorni, in ogni caso, si intensificherà la pressione politica. Ci sarà anche un’interrogazione orale firmata congiuntamente da 36 eurodeputati e rivolta alla Commissione europea perché dichiari pubblicamente quando e come presenterà la legislazione sul benessere degli animali. Ma non è ancora stata inclusa nell’ordine dei giorno della plenaria del Parlamento europeo, e questo desta preoccupazione.
Stop alle gabbie
Da diversi anni si discute della riforma del benessere animale. Questa comprende l’eliminazione graduale delle gabbie e il divieto di abbattimento dei pulcini maschi nell’industria delle uova – che in Italia sarà vietato dal 31 dicembre 2026. La Commissione europea si è impegnata a presentare delle proposte di revisione a seguito dell’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, che ha raccolto 1,4 milioni di firme. Le proposte della Commissione, inizialmente previste per il 2023, sono ora rinviate almeno fino alla fine del 2026, senza che sia stata ancora definita una data precisa. A oggi nessun divieto di gabbie è stato inserito nel programma di lavoro 2026.
Afferma Matteo Cupi, vicepresidente europeo di Animal Equality: “La Commissione ha reso pubblico il suo impegno. Il Parlamento ne sta discutendo. Il Consiglio si riunisce lunedì. Ogni istituzione dell’UE ha ora l’opportunità di garantire che questa legislazione vada avanti senza ripetere i ritardi del passato”.
A febbraio l’associazione ha lanciato la campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, che denuncia “la continua inazione della Commissione nonostante i chiari impegni assunti per porre fine all’uso delle gabbie e le numerose dichiarazioni riguardo l’urgenza di porre fine all’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova”.

