Intelligenza artificiale di Google, Agcom invia segnalazione alla Ue (Foto cottonbro studio per Pexels)

L’intelligenza artificiale di Google finirà sotto osservazione della Commissione europea. La risposta alla domanda del lettore arriva subito, è una sintesi che l’AI Mode offre senza necessità di andare a leggere le diverse fonti e i link agli articoli, ma quanto è affidabile? E soprattutto, qual è il suo impatto sui contenuti editoriali e più in generale su libertà di informazione e pluralismo dei media? L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha inviato una segnalazione alla Commissione europea sui servizi di intelligenza artificiale di Google perché si approfondiscano questi aspetti. Nella seduta del 29 aprile (con il solo voto contrario della Commissaria Elisa Giomi) l’Agcom, in qualità di Coordinatore per i servizi digitali per l’Italia, ha deciso infatti di trasmettere alla Commissione europea una richiesta di valutazione dei servizi offerti da Google Ireland LTD mediante le interfacce aperte al pubblico AIO (AI Overviews) e AI Mode alla luce del Digital Services Act – DSA.

AI Overviews e le sue possibili conseguenze

L’iniziativa ha preso avvio da una segnalazione fatta dalla FIEG (Federazione italiana editori giornali) per la quale l’introduzione del servizio AI Overviews in Italia porta effetti pregiudizievoli per gli utenti, per i consumatori e per le imprese.

Da un lato, l’intelligenza artificiale di Google porterebbe a una “significativa riduzione della visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali” mettendo a repentaglio la sostenibilità economica di editori ed editori, specialmente di quelli più piccoli e indipendenti. Dall’altro lato, inciderebbe sulla libertà di informazione e di espressione e sul pluralismo delle fonti.

Alla ricerca da parte dell’utente corrisponde una risposta immediata e sintetica da parte dell’AI di Google. Un’altra obiezione portata avanti è legata anche alle possibili “allucinazioni”, ovvero il rischio che le risposte dell’intelligenza artificiale contengano imprecisioni, errori, persino informazioni inventate, senza offrire la possibilità di un’efficace verifica delle fonti.

L’Agcom ha acquisito informazioni da Google e ricevuto in audizione Google, FIEG e FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). Quindi ha deciso di sottoporre la questione alla Commissione europea, ai sensi del Digital Services Act, perché Bruxelles valuti la fondatezza delle ipotesi ed eventualmente avvii un’indagine per la possibile violazione degli obblighi previsti dal DSA per le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, in tema di mitigazione dei rischi sistemici, tra cui quelli legati alla libertà di informazione e al pluralismo dei media e di trasparenza dei sistemi di raccomandazione.

Un tavolo permanente di confronto

L’Agcom ha inoltre deciso, alla luce delle sue competenze in materia di tutela del diritto d’autore e di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online di contenuti editoriali, di istituire un tavolo permanente di confronto tra Google, altre piattaforme che intendessero aderire ed editori, con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sui temi del copyright, dell’Intelligenza Artificiale e della tutela del pluralismo.

Apprezzamento per la mossa dell’Agcom arriva dalla FIEG.

“Tale iniziativa, che trae origine da una nostra istanza presentata nell’ottobre scorso – ha dichiarato il presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti – giunge al termine di un’istruttoria articolata e approfondita e testimonia l’attenzione dell’Autorità rispetto agli effetti di questi sistemi sul traffico verso i siti editoriali e, più in generale, sulle dinamiche del settore”.

La Federazione si è dichiarata disponibile ad avviare, in sede Agcom, un confronto con le piattaforme digitali sull’uso dei contenuti editoriali. In particolare, la Federazione richiama la necessità di porre al centro del confronto una serie di temi legati all’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale: la tutela dei contenuti editoriali usati nei processi di addestramento dei sistemi di AI, assicurandone adeguata valorizzazione economica; il rispetto effettivo dei meccanismi di opt-out, senza il rischio di penalizzazioni o riduzione della visibilità dei contenuti; l’efficacia degli accordi di licenza, anche alla luce delle criticità emerse con riferimento alla tutela della riservatezza e alla protezione dei dati personali.

“È importante – ha detto Riffeser – un approccio regolatorio coerente con l’evoluzione tecnologica, idoneo a garantire equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti, a salvaguardia del pluralismo informativo e della sostenibilità del sistema editoriale”.

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