MelanomaDay alla Camera: società scientifiche e pazienti chiedono più prevenzione e diagnosi precoce (foto Pixabay)
MelanomaDay alla Camera: società scientifiche e pazienti chiedono più prevenzione e diagnosi precoce
Al centro del MelanomaDay le tre proposte alla politica di SIDeMaST, IMI e AIOM
Secondo i dati pubblicati nell’ultimo rapporto AIRTUM, nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo, di cui 7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne.
È in questo scenario che si è svolta oggi, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, l’VIII Edizione del MelanomaDay, l’appuntamento nazionale – ideato da Gianluca Pistore – dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura del melanoma con il patrocinio di AIOM, SIDeMaST, ADOI e IMI.
Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a 5 anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce.
La giornata precede di pochi giorni il voto definitivo della Camera dei Deputati sulla proposta di legge per istituire la Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma, già approvata dal Senato.
MelanomaDay, le proposte alla politica
Durante l’VIII Edizione del MelanomaDay, le principali società scientifiche coinvolte hanno presentato tre richieste operative per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia.
Esami diagnostici avanzati nei LEA per i pazienti ad alto rischio: la proposta, avanzata da SIDeMaST attraverso il Prof. Giovanni Pellacani, Professore Ordinario di Dermatologia presso Sapienza Università di Roma e Presidente SIDeMaST, chiede l’inserimento nei LEA di due prestazioni dermatologiche per pazienti selezionati e ad alto rischio: microscopia confocale cutanea in vivo e fotografia total body digitale.
Test genetici rimborsati per i tumori melanocitari più difficili da classificare: la proposta, avanzata dall’IMI, Intergruppo Melanoma Italiano, attraverso la Prof.ssa Daniela Massi, Presidente IMI, Professore Ordinario di Anatomia Patologica dell’Università di Firenze e Direttore del Servizio di Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, riguarda l’inserimento nel nomenclatore tariffario dei test NGS per tumori melanocitari atipici ad incerto potenziale maligno/melanocitoma.
Stesse cure per tutti, ovunque in Italia, con meno ritardi di accesso: la proposta, avanzata da AIOM attraverso il Prof. Massimo Di Maio, Professore Ordinario di Oncologia presso l’Università di Torino e Presidente AIOM, chiede di rendere pienamente operative le reti oncologiche su tutto il territorio nazionale e di ridurre i tempi di accesso ai farmaci innovativi, anche attraverso procedure più rapide, coordinate e strumenti di early access.

