Ddl caccia, associazioni scoprono lettera con bocciatura della Ue (Foto Pixabay)

Il disegno di legge sulla caccia è già stato censurato dalla Commissione europea. Ma il Governo ha tenuto nascosta la missiva di Bruxelles. È la denuncia di una rete di associazioni ambientaliste e contrarie alla caccia, che hanno scoperto una lettera della Commission europea in cui vengono bocciate parti fondamentali del ddl di riforma della caccia in discussione in Senato.

Bocciatura della Commissione

Le associazioni ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia, si legge in una nota, “sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata già a dicembre 2025 al Governo italiano e finora volutamente ignorata dalla Presidente Meloni e dalla maggioranza di centrodestra, che boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica – bene costituzionalmente protetto – per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime”.

Il documento, proseguono le associazioni, evidenzia gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, che riguardano elementi cruciali del DDL quali l’estensione della caccia fuori stagione, l’indebolimento del parere scientifico dell’Ispra, l’uso di visori ottici e la liberalizzazione dei richiami vivi.

Il Governo però, spigano ancora le associazioni, “non solo non ha fatto alcun cenno all’esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare, che proprio ieri è giunto di fatto al termine con la prima approvazione nelle Commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato riunite e la mancata divulgazione della notizia”. Gli emendamenti presentati sono tuttora a favore delle lobby venatorie, aggiungono le associazioni.

Stop al ddl caccia

La richiesta è unanime: stop immediato al ddl caccia e cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento approvi “una legge palesemente illegittima e dannosa” per tutti.

“Siamo davanti a un comportamento gravissimo del Governo – dichiarano le associazioni – il fatto che la Commissione europea è intervenuta ancor prima dell’entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel DDL 1552 a prima firma Malan. Nonostante ciò, l’Esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini – la stragrande maggioranza contrari alla caccia – i costi di eventuali sanzioni”.

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