EDITORIALE. L’Euribor. Conviene imparare a conoscerlo…, di M. Novelli
L’Euribor. Conviene imparare a conoscerlo…soprattutto perché circa il 75 per cento dei mutui in essere sono a tasso variabile e la quasi totalità di questi è indicizzata all’Euribor, il cui andamento avrà ripercussione diretta sull’entità delle rate pagate dai mutuatari. L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un tasso privato; è definito dalla Federazione bancaria europea (FBE) attraverso il monitoraggio di 44 banche, ed è il tasso di interesse offerto sui depositi effettuati da una banca ad un’altra delle 44.
Dopo la crescita intervenuta dal 2005 al 2008, l’Euribor si è bruscamente ridimensionato ed è sceso sotto l’1 per cento, anche a seguito del ribaltamento della politica della Banca Centrale Europea che in un anno (6-2008 5-2009) abbassò il tasso ufficiale (prima tenuto alto contro l’inflazione) dal 4,25 all’ 1 per cento e, fino ad oggi, non più ritoccato.
Ma da marzo 2010, la tendenza si è invertita. Già a maggio, l’Euribor a 6 mesi era tornato all’1 per cento. Il 18 ottobre 2010 anche l’Euribor a 3 mesi tornava a toccare la soglia psicologica dell’1 per cento. Il trend sembra confermato. Il 12 novembre si è attestato sui seguenti livelli: Euribor a 1 mese: 0,852; Euribor a 3 mesi: 1,049; Euribor a 6 mesi: 1,276.
Con l’impennata dell’Euribor torna quindi la preoccupazione per i detentori di mutui a tasso variabile. Per dare l’idea della ripercussione che gli aumenti avranno sulle rate di un mutuo a tasso variabile, possiamo dire che: ogni incremento dello 0,25 per cento nell’Euribor comporta – per un mutuo da 150.000 euro – aumenti della rata mensile pari a circa 17 euro (se a 10-15 anni), a 19 euro (se a 20-25 anni). Per un mutuo di 200.000 euro, l’aumento di rata va da 23 euro circa (se a 10-15 anni) a 25 euro (se a 20-25 anni). C’è comunque da dire che, a differenza di quanto succedeva prima della possibilità di surrogazione (decreto Bersani) quando la scelta del tasso – fisso o variabile – era "per la vita", oggi è possibile rivedere livello e tipo di tasso sostituendo, a costo zero, la banca erogatrice con altro istituto.
di Mauro Novelli, Segretario Nazionale di Adusbef

