Che si pieghino i fatti a fini propagandistici in politica non ci stupisce. Lo fanno un po’ tutte le parti in causa. Che se ne inventino altri sempre per gli stessi motivi è più riprovevole, perché i cittadini vengono disorientati e turlupinati, perché confondono meriti e responsabilità e votano senza una effettiva possibilità di valutazione delle scelte di chi governa. Che si stravolga e si deformi una realtà dolorosa e pesantissima per migliaia di famiglie e di una intera comunità è squallido e infame e andrebbe sanzionato duramente. Quello che è stato fatto nella trasmissione Forum condotta da Rita Dalla Chiesa (povero cognome…), magnificando la ricostruzione de L’Aquila e tacciando di irriconoscenza e di speculazione economica i cittadini di quella sfortunata città non è soltanto una clamorosa menzogna smentita dai fatti nudi e crudi e dalle inchieste in corso a carico della cricca che si è arricchita a spese dei terremotati e della collettività nazionale, lucrando soldi o favori sessuali. E’ anche un episodio di malaffare giornalistico, piegato maldestramente alle esigenze del padrone, che negli ultimi mesi, tra minorenni, processi e schiaffoni diplomatici internazionali versa in acque davvero cattive. Forse ci vorrebbe un intervento dell’Ordine dei giornalisti, ammesso che una messinscena come quella rappresentata possa chiamarsi informazione.

di Antonio Longo

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