E’ in corso l’esame del tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni sulla bozza del Decreto del Quarto Conto Energia. Le associazioni del settore fotovoltaico (APER, ASSOSOLARE, ASSOENERGIEFUTURE e GIFI) assieme a RIVES ( Rete Imprese Venete del Solare), hanno scritto una lettera in cui esprimono la loro forte contrarietà al provvedimento, che presenta diversi punti di criticità: assenza di qualsiasi meccanismo di tutela dei diritti acquisiti; introduzione di meccanismi che comporteranno il blocco del settore per la non finanziabilità degli impianti. Secondo le Associazioni l’introduzione di CAP/limiti annui rigidi e di un Registro Preventivo determineranno speculazioni, incertezze ed extra costi dovuti anche all’incremento della burocrazia. Altri punti critici sono l’assegnazione della tariffa incentivante in base all’entrata in esercizio degli impianti e non in base alla fine lavori certificata con conseguenti incertezza e ritardi legati ai tempi di connessione; l’eccessiva riduzione delle tariffe nel periodo transitorio 2011-12 con particolare riferimento ad impianti sopra 1 MW; infine, il meccanismo di riduzione delle tariffe dal 2013 al superamento delle soglie semestrali complesso e da semplificare.

Preoccupazioni per la bozza del Conto Energia sono espresse anche dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, che parla di una drastica riduzione dell’incentivazione, già a partire dalla seconda parte dell’anno: “Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi Confartigianato, tra novembre e dicembre 2011 avremmo una diminuzione del 15-20% degli incentivi per gli impianti di potenza inferiore ai 200 kWh, che arriverebbe a – 30% a fine 2012. Riduzioni difficilmente compatibili con gli investimenti fatti dagli imprenditori ad inizio anno”.

“Se davvero si intende razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche, anche alla luce della decisione del Governo di rinunciare all’utilizzo del nucleare per produrre energia e all’annuncio del Ministro Tremonti di lanciare un grande piano europeo per le fonti rinnovabili e la ricerca di energie alternative – sottolinea Guerrini – bisogna riconsiderare l’approccio alle energie rinnovabili nel quadro di una politica energetica che renda equo e trasparente il mercato e corregga gli squilibri esistenti nella tassazione sull’energia che finora hanno penalizzato le piccole imprese”. Secondo Guerrini “bisogna cambiare metodo e ricominciare da un tavolo dove si discuta del merito delle proposte sulle rinnovabili: gli imprenditori infatti, dopo l’incontro del 18 marzo conclusosi con l’impegno del Governo ad essere convocati quanto prima su una bozza di riforma, sono rimasti in attesa ma per ora non abbiamo ricevuto alcuna proposta su cui formulare osservazioni”.

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