Saranno 7,3 milioni gli italiani in viaggio nei prossimi giorni, che trascorreranno almeno 1 notte fuori casa con una spesa media pro capite pari a 251 euro. Il dato emerge dall’indagine svolta dalla Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions. In generale l’indagine parla di "previsioni positive": "Si tratta di un risultato – afferma Bernabò Bocca, presidente della Federazione – che conferma, pur in un contesto economico mondiale a dir poco allarmante, come il turismo sia considerato quasi un ‘bene’ primario al quale gli italiani ricorrono per esorcizzare la congiuntura, dando comunque al settore un riconoscimento tangibile di quanto il rapporto qualità-prezzo sia al centro di questo successo.

Saranno le località montane quelle più frequentate durante questo ‘ponte’ del 1° novembre. Il 40% (rispetto al 38% del 2010) di coloro che si muoveranno le preferiranno ad altri lidi. Il 21,5% (rispetto al 24% del 2010) andranno in località di mare. Il 19% (rispetto al 22% del 2010) si recheranno in località d’arte ed un 5,5% (rispetto al 4% del 2010) coglieranno questa occasione per ritemprarsi in località termali e del benessere. Il 6,8%, infine, indica un altro tipo di località e saranno essenzialmente coloro che si recheranno nei loro centri di origine per onorare la festività di Ognissanti.

Per quei pochi che sceglieranno mete estere per questa breve pausa vacanziera, le grandi capitali europee faranno la parte del leone con addirittura il 61,1% della domanda complessiva. Il 13,9% andrà oltre oceano in visita alle grandi capitali extra-europee. Un 8,3% opterà per mari esotici ed un 5,6% effettuerà brevi crociere fuori dai confini nazionali.

L’albergo sarà la struttura prescelta dal 32,7% dei viaggiatori (rispetto al 36,2% del 2010), seguito dal 27,6% di chi andrà in casa di parenti o amici (rispetto al 24,6% del 2010) e dal 12,1% che si recherà in casa di proprietà (rispetto al 16,9% del 2010). L’agriturismo sarà scelto dal 7,3% dei viaggiatori (rispetto al 6,5% del 2010) ed il campeggio dal 2,8% (rispetto al 3,6% del 2010).

"L’auspicio – conclude Bocca – è che il mondo politico sappia cogliere un segnale così forte e dia risposte immediate per consolidare una simile dinamica che, se opportunamente supportata, potrebbe costituire il pilastro attorno al quale edificare un rinnovato sistema economico del Paese".

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