Anticontraffazione, Mise: impegni condivisi con e-commerce e social media (foto pixabay)

L’offerta di prodotti contraffatti si è spostata su Internet, dove molti consumatori sono convinti di comprare prodotti originali – anche se altri sono perfettamente consapevoli di acquistare “falso”. Nella seconda giornata della Settimana anticontraffazione 2022, in corso fino al 7 ottobre, il convegno su “e-commerce e contraffazione” è stato l’occasione per presentare il documento condiviso con Amazon, Alibaba, Ebay, Meta, Google Italy, Yoox, Tik Tok, risultato di un percorso avviato negli scorsi mesi dal Ministero dello Sviluppo economico e dal Cnalcis (Consiglio nazionale per la lotta alla contraffazione e all’Italian sounding).

Il documento prevede, informa una nota del Mise, “impegni condivisi per tutelare i consumatori e le imprese titolari dei diritti di proprietà industriale dal fenomeno della contraffazione sul mercato online – in forte crescita durante l’emergenza Covid – partendo dalla necessità di rafforzare le sinergie tra le istituzioni e i principali operatori del web nell’uso di azioni e strumenti aziendali efficaci per prevenire e contrastare la presenza di contraffattori”.

 

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I giovani europei e la contraffazione, i dati dell’EUIPO (fonte immagine: pixabay)

 

La contraffazione si è spostata online

Con la pandemia e l’aumento di nuovi canali online, sono cambiate le abitudini di acquisto dei consumatori e c’è stato, spiega il Ministero, un parallelo spostamento anche dell’offerta di prodotti contraffatti su internet. Uno studio condotto nel 2021 dalla Direzione generale per la tutela della proprietà industriale – UIBM del MISE in collaborazione con il CENSIS ha evidenziato però che su 8,3 milioni di e-consumers almeno 6,3 milioni erano convinti di acquistare un prodotto originale mentre 1,8 milioni di acquirenti ha comprato consapevolmente merce contraffatta.

Il commercio online è dunque settore sul quale intervenire anche in considerazione dell’impatto che il fenomeno della contraffazione ha su platee molto ampie di consumatori, soprattutto giovani a cui si rivolge la nuova campagna di comunicazione promossa dal Mise.

Secondo una recente indagine effettuata dall’Osservatorio EUIPO, il 27% dei giovani italiani, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ha acquistato intenzionalmente un prodotto contraffatto e il 24% (rispetto al 21% nell’UE) ha effettuato l’accesso a contenuti piratati in modo consapevole. Per questa fascia di consumatori, spiega il Mise, un ruolo rilevante nell’acquisto di prodotti online lo rivestono i social media, data la velocità e capillarità con cui il mercato del falso riesce a svilupparsi sui canali online.


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