Black Friday

https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-in-giacca-di-pelle-nera-che-tiene-scatola-rossa-e-bianca-5868272/ (Foto Max Fischer per Pexels)

Quest’anno per il Black Friday gli italiani faranno acquisti con un budget più alto rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dalla  nuova inchiesta di Altroconsumo che ha scandagliato le intenzioni di spesa degli italiani durante il venerdì dello shopping per antonomasia.

In lenta ripresa rispetto al 2024, la percentuale di chi quest’anno prevede di spendere qualcosa (la quota nel 2025 sale all’83%); un piccolo aumento che però riflette un ritorno di fiducia dopo un biennio segnato da cautela e incertezza economica.

Sul fronte economico, cresce il budget previsto: si passa dai 202 euro previsti nel 2024 ai 222 euro pianificati per il 2025. Tra coloro che acquistano abitualmente durante il Black Friday, l’intenzione di spesa sale fino a 270 euro, una cifra che rappresenta il 13% del reddito familiare mensile. Resta elevato il ricorso all’acquisto impulsivo (36% nel 2024) e rimane modesta l’incidenza dei problemi riscontrati durante la settimana di sconti (2%), confermando un’esperienza d’acquisto generalmente fluida.

Tanti italiani pronti a comprare: i numeri

Più di 8 italiani su 10 prevedono di partecipare anche quest’anno al Black Friday, con un coinvolgimento particolarmente alto tra i consumatori sotto i 55 anni, che risultano più ricettivi alle logiche promozionali e più propensi a sfruttare l’evento come occasione programmata di risparmio.

In molti casi l’appuntamento non è improvvisato: l’iniziativa continua a rappresentare un momento strategico per anticipare non solo acquisti per sé, ma anche i regali natalizi, come confermato dalla quota di consumatori che vede nel Black Friday una possibilità concreta di alleggerire la spesa di dicembre.

Tuttavia, si evidenzia anche un elemento meno rassicurante: nel 2024 oltre un terzo degli acquirenti ha dichiarato comportamenti impulsivi, acquistando prodotti superflui o sforando il budget. Un segnale che invita a riflettere sull’effetto delle dinamiche promozionali e sulla capacità delle offerte di orientare i consumatori verso decisioni rapide e non sempre razionali.

Cosa si comprerà quest’anno

Le categorie più ricercate riflettono tendenze ormai consolidate, ma anche evoluzioni dello stile di vita. Abbigliamento, scarpe e accessori restano in cima alle preferenze, seguiti dalla tecnologia, settore che continua a trainare grazie a smartphone, laptop e dispositivi per la casa intelligente.

Cresce l’interesse verso l’ambiente domestico, con acquisti legati ad arredamento, decorazioni e miglioramento degli spazi abitativi, segno che l’attenzione alla qualità della vita domestica, maturata negli ultimi anni, continua a influenzare le scelte di consumo.

Lo shopping è sempre più online

Il digitale resta protagonista: 2 italiani su 3 acquisteranno principalmente online. Il dato si inserisce in una tendenza ormai stabile, che vede le piattaforme digitali non solo come canale privilegiato di vendita ma anche come fonte principale di informazione e confronto prezzi.

Solo una quota minoritaria si affiderà ai punti vendita fisici o adotterà un equilibrio tra i due mondi (18%), segnale di una trasformazione delle abitudini d’acquisto ormai consolidata.

Sconti: verità o illusione?

Il 72% degli italiani ritiene che il Black Friday sia effettivamente conveniente, ma il clima non è privo di sospetti. Più della metà pensa che alcuni negozi alzino i prezzi nelle settimane precedenti per rendere artificiosamente più allettanti gli sconti. Questa percezione non è nuova e rappresenta una costante negli ultimi anni, alimentata dal confronto online e da strumenti che consentono di tracciare l’andamento dei prezzi nel tempo.

Il 31% crede che, al netto delle offerte pubblicizzate, molti prodotti mantengano prezzi simili ai periodi non promozionali, mentre il 22% teme problemi logistici o inefficienze nei servizi, pur a fronte del dato che solo il 2% ha effettivamente riscontrato disservizi nel 2024. L’esperienza diretta, dunque, continua a essere più positiva della narrativa diffusa, ma lo scetticismo resta un tratto significativo dell’atteggiamento dei consumatori italiani.

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