fare la spesa con la mascherina

Commercio in pandemia, è crisi ma sale l'e-commerce

Crollano i consumi a ottobre: meno 8,1% rispetto allo stesso mese del 2019. La pandemia, l’emergenza sanitaria che si riaccende e le prime misure di contenimento causano un crollo dei consumi. A farne le spese sono soprattutto i servizi del tempo libero, il turismo e i trasporti.

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio scende dell’8,1% a causa del tonfo della domanda relativa ai servizi, che crolla del meno 27,7%. I beni sono fermi allo 0,2%.

 

A ottobre crollano i consumi, giù le spese per il tempo libero e il fuori casa

 

I consumi secondo Confcommercio: è crollo

«Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, a ottobre il riacutizzarsi della pandemia e le prime misure di contenimento hanno di nuovo deteriorato la situazione dell’economia», dice Confcommercio.

Meno 8,1% per i consumi nel confronto annuale: un crollo. Il rallentamento colpisce soprattutto la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero e i trasporti «con riduzioni della domanda che si avvicinano a quelle registrate a marzo in occasione dello scoppio dell’emergenza coronavirus».

I settori più colpiti sono quelli che si sono fermati o quasi per la pandemia e le misure di contenimento.

I servizi ricreativi crollano di oltre il 73%, gli alberghi del 60%, bar e ristoranti del 38%. Vanno giù dunque le spese per la mobilità e il tempo libero: risentono della crisi sanitaria e delle progressive restrizioni. Criticità ci sono anche per la domanda di abbigliamento e calzature che risentono in modo indiretto della minore socialità e mobilità (meno 1,7%). Ci si muove di meno, si sta spesso in casa: abiti e scarpe nuove non servono più di tanto.

Si mantiene il segno positivo per beni e servizi di comunicazione (più 6,8%) e per alimentari e bevande (più 1,3%).

Male anche il Pil

«Male anche il Pil, in rapido peggioramento: a novembre l’Ufficio Studi stima una riduzione del 7,7% mensile e del 12,1% annuo – prosegue Confcommercio – A meno di un eccezionale, ma improbabile, recupero a dicembre, il calo congiunturale nel quarto trimestre dovrebbe essere superiore al 4%. Ciò non cambierebbe le attese per il risultato finale del 2020 Pil per il 2020 (tra -9% e -9,5%), grazie a un terzo trimestre decisamente più favorevole rispetto a quanto previsto, ma implicherebbero un’entrata ben peggiore nel 2021, facendo svanire le più ottimistiche previsioni di rimbalzo statistico per l’anno prossimo».

Consumatori: niente ripresa e Natale a rischio

Niente ripresa dei consumi e previsioni magre per il business di Natale, commenta il Codacons.

«Nonostante i bonus a pioggia del Governo, l’attesa ripresa dei consumi non c’è stata e, al contrario, le famiglie continuano a tagliare la spesa, a causa delle situazione di emergenza che investe il paese e della grave incertezza sul futuro – dice il presidente Carlo Rienzi – In tale contesto appaiono seriamente a rischio i consumi legati al Natale». L’associazione ha già stimato che le spese per il Natale al momento rischiano un crollo del 14,5% pari a 1,5 miliardi in meno rispetto al 2019.

Di «Italia nei guai» parla l’Unione Nazionale Consumatori. «La produzione industriale a settembre, secondo i dati Istat, è calata del 5,6% su agosto, le vendite al dettaglio dello 0,8% e così via. Ora i dati di ottobre di Confcommercio ci confermano che questo trend negativo è destinato ulteriormente a peggiorare, visto che il nuovo semi-lockdown è iniziato il 26 ottobre e solo dal 6 novembre sono ritornate le zone rosse – dice il presidente Massimiliano Dona – Insomma, se, secondo i dati di Confcommercio, i servizi ricreativi (Icc in quantità) sono crollati a ottobre del 73,2% su base annua, ci domandiamo cosa accadrà a novembre quando sono scattate tutte le misure restrittive dei nuovi Dpcm». Il futuro non promette bene.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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