Al via stasera lo sciopero dei benzinai. Intanto salgono i prezzi dei carburanti

Al via stasera lo sciopero dei benzinai. Intanto salgono i prezzi dei carburanti (foto Pixabay)

Al via stasera lo sciopero dei benzinai. Intanto salgono i prezzi dei carburanti

Da stasera i distributori di carburanti rimarranno chiusi per sciopero, per 48 ore consecutive. Restano contrarie le Associazioni dei Consumatori, che chiedono un intervento del Governo a tutela degli automobilisti. Assoutenti: è protesta voluta dalle compagnie petrolifere che vogliono ostacolare trasparenza su prezzi

A partire da questa sera, dalle 19.00 su rete ordinaria e dalle 22.00 sulle autostrade, i distributori di carburanti rimarranno chiusi per sciopero, lo ricordano FAIB – FEGICA e FIGISC/ANISA in una nota congiunta.

“Il Governo – scrivono le organizzazioni nel comunicato – invece di aprire al confronto sui veri problemi del settore, continua a parlare di “trasparenza” e “zone d’ombra” solo per nascondere le proprie responsabilità ed inquinare il dibattito, lasciando intendere colpe di speculazioni dei benzinai che semplicemente non esistono. Ristabilire la verità dei fatti diviene quindi prioritario, per aprire finalmente il confronto di merito”.

Intanto – si apprende dall’Ansa – “È in corso via web con il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso la riunione con i rappresentanti dei gestori dei carburanti che hanno proclamato lo sciopero di 48 ore a partire da stasera su strade e autostrade”. Un “tentativo sul filo di lana per scongiurare la chiusura delle stazioni di servizio”. “Al momento – si legge nella nota Ansa – i dirigenti di Faib Confesercenti, Fegica e Figisc-Anisa Confcommercio stanno esaminando e valutando le proposte” presentate dal Ministro.

E sulla convocazione dei gestori presso il ministero è intervenuto il Codacons, che chiede al Governo di aprire un tavolo allargato: “In tema di benzina – afferma l’associazione – il Governo non dovrebbe limitarsi a convocare solo i benzinai, ma è necessario un tavolo di confronto con i consumatori, ossia i diretti interessati che ogni giorno acquistano i carburanti, e tutte le parti coinvolte, al fine di fare finalmente chiarezza sulla questione dei listini alla pompa. […] La trasparenza deve essere garantita non solo al distributore, ma in tutti i passaggi dall’estrazione del petrolio alla vendita di carburanti alla pompa”.

Continua la corsa dei prezzi dei carburanti

In questa delicata situazione i prezzi dei carburanti continuano a salire con forza, spinti dal nuovo rialzo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, tornate ai livelli di fine novembre. Sono, dunque, ancora in ascesa le medie nazionali dei prezzi alla pompa. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, la benzina self service sale a 1,844 euro/litro, il diesel a 1,889 euro/litro. Quanto al servito, troviamo la benzina a 1,981 euro/litro, il diesel a 2,027 euro/litro.

“In occasione dello sciopero dei benzinai i prezzi dei carburanti stanno registrando rialzi su tutta la rete, una circostanza che potrebbe rappresentare l’ennesima speculazione a danno degli automobilisti”, denuncia il Codacons, che contro la serrata dei distributori ha presentato un esposto in Procura per interruzione di pubblico servizio.

“I rincari dei listini alla pompa delle ultime ore rischiano di arrecare un danno economico ingente ai cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – A fronte di uno stato di necessità rappresentato dall’esigenza degli automobilisti di fare il pieno di carburante per non ritrovarsi a secco nei due giorni di sciopero, gli stessi sono costretti a subire prezzi in rialzo su tutta la rete, una situazione che ancora una volta conferma tutti i nostri dubbi e le nostre denunce circa le anomalie nella formazione dei listini alla pompa”.

 

carburanti sciopero
Foto Pixabay

 

Intanto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, chiede al Governo di far effettuare “controlli a tappeto dalle forze dell’ordine, polizia stradale, carabinieri e guardia di finanza, per accertare il rispetto della regolamentazione sugli scioperi e che, quindi, nella rete autostradale i distributori rimangano aperti almeno ogni 100 chilometri e nella rete ordinaria in numero non inferiore al 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi”.

“Quanto ai benzinai – prosegue – se è vero che questa volta non hanno speculato non vuol dire che non commettano gravi irregolarità. È vergognoso, ad esempio, che 4000 distributori non comunichino al Mise, ora Mase, i prezzi o che li comunichino in modo farlocco. Per questo le multe andrebbero quadruplicate dai vigenti 516 euro ad almeno 2000 euro a infrazione. Il Governo, invece, nel tentativo maldestro di farsi perdonare per le accuse infondate di speculazioni, ora le abbassa a 200 euro”.

Contraria allo sciopero anche l’Adoc. “Nel corso dell’audizione del prossimo 27 gennaio – dichiara Anna Rea, presidente dell’Associazione –  chiederemo di migliorare il decreto trasparenza, mantenendo la pubblicazione quotidiana del prezzo medio, e non settimanale, e di intervenire con aiuti concreti a favore delle fasce più deboli. Riconfermiamo con forza quanto già ribadito: è necessario ridurre le accise sui carburanti. Il ripristino ha, infatti, comportato un rincaro dei prezzi con enormi danni per chi è costretto ad utilizzare il mezzo privato. Per contenere gli aumenti si potrebbero tassare gli extraprofitti e recuperare le risorse dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale”.

Assoutenti: la protesta è voluta dalle compagnie petrolifere

Secondo Assoutenti lo sciopero di oggi è “voluto e ordinato dalle compagnie petrolifere”, che sono – secondo il parere dell’associazione – le, “vere protagoniste della battaglia contro la trasparenza sui prezzi dei carburanti”.

“I gestori hanno già visto accolte le proprie richieste, con il Governo che ha modificato il decreto trasparenza rendendolo compatibile con le esigenze dei benzinai, circostanza che già di per se fa venire meno le ragioni della protesta – spiega il presidente Furio Truzzi – Ad alimentare il sospetto che dietro la serrata dei distributori ci siano le compagnie petrolifere, è anche il fatto che migliaia di pompe presenti in Italia sono di proprietà delle società petrolifere, con i vari marchi che impongono il prezzo al pubblico lasciando un margine ridottissimo ai benzinai”.

Assoutenti segnala poi “come molti benzinai abbiano deciso di non aderire alla protesta, come quelli autonomi aderenti alle sigle Angac e Asnali, che contestano fortemente le pressioni per limitare la trasparenza sui prezzi”.

Per l’associazione stiamo assistendo, dunque, “all’ennesima speculazione a danno dei cittadini“.

“In concomitanza con l’avvio dello sciopero, i prezzi di benzina e gasolio stanno registrando rialzi in tutta Italia, approfittando dell’esigenza degli automobilisti di fare il pieno per non ritrovarsi a secco nei due giorni di protesta. Una situazione che dimostra, ancora una volta, come sia necessario intervenire sul fronte della trasparenza e della formazione dei prezzi dal pozzo alla pompa, e anche per questo stiamo studiando le contro-misure da intraprendere contro benzinai e compagnie petrolifere disonesti, con una evasione denunciata di circa 14 miliardi di euro annui”, conclude Truzzi.


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