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Cibo “made in Italy”: bandiera tricolore e Dop trainano le vendite nei supermercati
Secondo l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, oltre un quarto dei prodotti in super e ipermercati richiama italianità o territorio. Nel 2024 il giro d’affari ha superato gli 11,6 miliardi, tra luci e ombre.
Oltre un prodotto su quattro venduto in super e ipermercati italiani si presenta come “italiano”, “regionale” o con un’indicazione geografica europea. Il cibo made in Italy in totale arrivano quasi a 28 mila referenze che nel 2024 hanno sviluppato un sell-out di 11,6 miliardi di euro, con un aumento a valore (+1,2% annuo) e un lieve calo a volume (-0,7%).
Il dato emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha analizzato più di 145 mila referenze digitalizzate attraverso etichette, claim e pittogrammi.
La forza del tricolore
L’elemento più diffuso per comunicare il cibo made in Italy è la bandiera nazionale, presente su oltre 16 mila prodotti. Per questo paniere, le vendite risultano in crescita a valore e stabili a volume. Seguono i claim “100% italiano”, che mantengono il fatturato ma perdono l’1,5% a volume, e “prodotto in Italia”, in calo sia a valore che a volume.
Dop, Doc e Docg: il valore delle certificazioni
Non è stato un anno facile per le indicazioni geografiche europee, che contano 4.888 referenze e 1,6 miliardi di euro di giro d’affari. La crescita è trainata dai prodotti Dop, unici a registrare un trend positivo: +5,8% a valore e +2,7% a volume, pari a quasi 803 milioni di euro. In flessione invece Doc e Docg.
La spinta delle regioni in etichetta
Molto dinamico il segmento “regionale”, che nel 2024 ha sviluppato vendite per 55 milioni di euro, in crescita del +12,3% a valore e +9% a volume.
In testa alla classifica delle regioni più presenti sulle etichette si conferma il Trentino-Alto Adige (396 milioni di euro), seguito da Sicilia e Piemonte. Le migliori performance appartengono però a Sardegna (+4,2% a valore e +6,8% a volume) e Puglia (+13% e +5,1%).
Novità: i capoluoghi in etichetta
Per la prima volta l’Osservatorio ha rilevato anche i claim legati alle tradizioni di alcuni capoluoghi di provincia. Sono 1.563 i prodotti che riportano un riferimento cittadino in etichetta e che nel 2024 hanno generato quasi 579 milioni di euro di vendite.

