Consumo di Alcol, Ministero della Salute: otto milioni e 700mila i consumatori a rischio

Consumo di Alcol, Ministero della Salute: otto milioni e 700mila i consumatori a rischio

Sono otto milioni e 700mila i consumatori di alcol a rischio, oltre 64.500 le persone alcoldipendenti prese in carico dai servizi alcologici, circa 3.700 gli incidenti stradali con almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti in stato di ebbrezza (su un totale di 40.310 incidenti con lesioni rilevati da Polizia e Carabinieri).

Questi alcuni dati contenuti nella Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2021 in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa dal ministro della Salute Roberto Speranza alle Camere l’8 marzo 2022 e presentata nel corso della Conferenza Nazionale Alcol 2022.

Consumo di alcol, allarmante il fenomeno del binge drinking

In Italia, tra i comportamenti a rischio nel consumo di bevande alcoliche rileva il fenomeno del binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo), che rappresenta tra i giovani l’abitudine più diffusa e consolidata, raggiungendo i valori massimi tra i 18-24enni.

Lo studio del trend dei consumatori binge drinker di età superiore a 11 anni mostra un aumento pressoché costante tra il 2014 e il 2020, con un incremento nell’ultimo anno pari al 7,3%, più marcato per le ragazze. Secondo l’analisi, inoltre, la percentuale di binge drinker tra i ragazzi è statisticamente superiore rispetto a quella femminile in ogni classe di età, ad eccezione dei minorenni, ossia quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche.

Tra le altre tendenze si conferma l’aumento del consumo di alcol occasionale e del consumo fuori pasto ed anche la progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono o solo vino o solo birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, specialmente tra le donne di 45 anni e più.

 

consumo di alcol

 

Da considerare, nell’analisi, anche l’impatto della pandemia sul consumo di alcol nel 2020, con particolare riguardo alle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria adottate dal Governo.

“L’isolamento ha incrementato il consumo incontrollato di bevande alcoliche – scrive il Ministro Speranza nella Relazione – anche mediante iniziative ex-novo come gli aperitivi digitali sulle chat e sui social network, spesso in compensazione della tensione conseguente all’isolamento, alle problematiche economiche, lavorative, relazionali e dei timori diffusi nella popolazione, resa sicuramente più fragile dalla pandemia”.

Alcoldipendenza e i servizi di alcologia

L’Alcoldipendenza è tutt’oggi un ambito che continua a necessitare di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano – osserva l’indagine. Nel 2020 sono stati presi in carico presso i servizi o gruppi di lavoro rilevati (in totale 487) 64.527 persone. Il 22,9% è rappresentato da utenti nuovi; la quota restante è costituita da persone già in carico dagli anni precedenti o rientrate nel corso dell’anno, dopo aver sospeso un trattamento precedente.

A livello regionale la maggiore presenza maschile risulta più evidente al centro-sud, sia per il totale degli utenti sia distinguendo gli utenti per tipologia (nuovi e già in carico o rientrati). Il 74,3% degli utenti ha un’età compresa tra i 30 e i 59 anni, mentre i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 7,1% dei soggetti trattati; non trascurabile è la quota degli individui di 60 anni e oltre pari al 18,7%.


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