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Come risparmiare energia e aiutare il pianeta

Come risparmiare energia e aiutare il pianeta? Domanda da un milione di dollari, penserà qualcuno alle prese con la stretta che viene dalla necessità di risparmiare energia (perché le bollette salgono e perché consumiamo troppe risorse) e fare scelte più sostenibili per se stessi e per il pianeta.

Dal WWF arrivano dunque una serie di consigli o ecotips, “piccole azioni dal grande impatto”, che messe insieme possono avere un impatto positivo sul Pianeta.

Consumiamo risorse per due pianeti

Il punto di partenza è che l’umanità (o almeno quella della “nostra” parte, quella occidentale, occidentalizzata e ricca) consuma troppe risorse, più di quelle che la Terra è in grado di offrire.

A livello mondiale, ricorda il WWF, consumiamo l’equivalente di quasi due Pianeta Terra. Bisogna cambiare rotta e cambiare, è il messaggio di fondo, lo stile di vita. Per alleggerire le bollette, sprecare meno energia e avere anche un impatto inferiore sull’ambiente e sul pianeta.

«Oggi a livello medio mondiale usiamo l’equivalente di quasi 2 Pianeti – ricorda il WWF – Se tutti gli abitanti della Terra consumassero risorse come noi italiani, i Pianeti di cui avremmo bisogno sarebbero 2,7! Se non cambiamo presto rotta, la nostra stessa civiltà è a rischio. Andando avanti a questi ritmi nel 2050 l’umanità potrebbe consumare 3 volte la capacità ecologica del Pianeta, in pratica ci sarebbe bisogno di 3 Pianeti: questo è evidentemente assurdo e fisicamente impossibile».

Sabato 26 marzo alle 20,30 torna allora anche l’Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale del WWF che attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, invita il mondo a mobilitarsi per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile.

 

 

 

Le scelte quotidiane e l’impatto sul pianeta

Le scelte quotidiane hanno un impatto sul clima, sull’ambiente e sul pianeta. Come accade per le scelte alimentari. L’80% della deforestazione mondiale, ricorda il WWF, è dovuto alla necessità di fare sempre più posto ai pascoli per la produzione di carne e alle coltivazioni di soia, palma da olio, cacao, caffè, richiesti soprattutto dai Paesi occidentali che consumano (e sprecano) sempre di più.

Le abitudini alimentari sono responsabili del 70% della perdita di biodiversità, dell’80% della perdita di foreste nel mondo, di 1/3 delle emissioni di gas serra e del 70% del consumo di acqua dolce nel mondo.

Non è possibile limitare il riscaldamento globale senza tutelare le foreste, che assorbono ogni anno un terzo delle emissioni antropiche di CO2 da combustibili fossili, e gli altri ecosistemi come praterie e savane.

Cosa mangio?

Come mangiare è una delle sfide che i consumatori si trovano davanti. Quali cibi portare nel piatto? È meglio evitare e limitare il cibo eccessivamente trasformato perché ha un alto costo ambientale (e non fa bene alla salute). Meglio fare colazione con frutta di stagione, pane e marmellata, torte e biscotti fatti in casa. Nel frigorifero del consumatore attento alla salute e al pianeta ci sono prodotti di stagione e locali, spesso biologici, poca carne e di qualità.

Ma non basta mangiare meglio. L’acqua non va sprecata. Imballaggi e rifiuti vanno differenziati. Meglio ridurre l’uso dell’auto. La casa va tenuta a una temperatura che sia un po’ meno calda in inverno e meno fredda in estate, per fare in modo che siano efficienti anche i consumi dell’energia. Il WWF li chiama ecotips, piccole azioni ma dall’impatto importante. E in epoca di crisi energetica e bollette in aumento, sono un aiuto anche per non consumare troppa energia.

Consumi di energia e temperatura in casa

Né troppo calda né eccessivamente fredda. D’inverno ci si può regolare sui 19-20°C di giorno, 17-18°C di notte. D’estate il condizionatore a 20°C fa invece schizzare i consumi e si rischiano anche malattie respiratorie, 26°C vanno bene.

Il consumo di energia elettrica dovuto all’utilizzo degli elettrodomestici incide tra il 50 e l’80% sul costo della bolletta della luce. Scegliamo elettrodomestici efficienti e usiamoli correttamente per un risparmio energetico ed economico. Una casa sostenibile è attenta al consumo energetico e quindi agli sprechi.

In cucina occhio al frigorifero…

Il frigorifero è l’elettrodomestico più utilizzato, in funzione 24 ore su 24. È responsabile del 25% del consumo di energia domestica, soprattutto se si considerano i 25 milioni di frigoriferi accesi in Italia tutto l’anno con un consumo del 3,5% di tutta l’elettricità nazionale. Nel momento dell’acquisto, optare per un modello di frigocongelatore in classe “B” (secondo la nuova etichettatura energetica) farà spendere per l’energia elettrica da circa la metà a circa un terzo di quanto spenderemmo con un modello di classe “G” (303 kWh/anno).

I cibi nel frigo devono essere riposti in modo attento e ordinato così da far circolare l’aria, che permette prestazioni migliori. Occorre controllare le guarnizioni periodicamente e provvedere alla sostituzione quando rovinate per evitare sprechi di energia.

… e al forno elettrico

Il forno elettrico è fra gli elettrodomestici più “dispendiosi”. Evita i modelli più grossi perché per riscaldarli serve fino al 150% di energia in più rispetto al modello da 60 cm. Scegliendo un forno in classe “A+++” (è ancora in vigore la vecchia etichettatura) si spende per l’energia elettrica circa la metà di quanto spenderemmo con un modello di classe “A”. È inoltre sempre preferibile optare per un forno ventilato che permette di risparmiare energia e di cucinare più in fretta. Usiamo il grill solo in caso di necessità, perché può arrivare anche a raddoppiare il consumo di energia elettrica.

… e ai consumi della lavatrice

Tra gli elettrodomestici che consumano di più c’è la lavatrice. Se va sostituita, scegliendo una lavatrice da 8 kg in classe “B” si può spendere per l’energia elettrica circa la metà di quanto si spenderebbe con un modello di classe “G”. Molto si risparmia anche impostando le temperature: il ciclo a 90°C va impiegato solo per tessuti di cotone estremamente sporchi e ha un consumo energetico quasi il doppio del ciclo a 60°C. Il consumo di energia, e quindi il costo, si riduce ulteriormente per un ciclo a 40°C o a temperatura inferiore. Dosiamo correttamente il detersivo, la quantità indicata dal produttore è studiata per eliminare tutti i tipi di sporco ma anche una minore dà risultati soddisfacenti. Qualora si possieda una lavasciuga, è importante sapere che a parità di classe di efficienza energetica il ciclo completo con l’asciugatura consuma circa 3 volte più energia del ciclo di solo lavaggio.

L’acqua non va mai sprecata

A livello nazionale si segnala un incremento del 20-30% dei consumi idrici di acqua potabile. In bagno chiudere il rubinetto insaponandosi le mani e quando ci si lava i denti: si risparmiano almeno 6 litri d’acqua al minuto. Doccia in 5 minuti, meglio. E l’acqua calda? Il vecchio scaldabagno può essere sostituito con uno efficiente, magari con un pannello solare termico. Regolare il termostato a 40°C in estate e 60°C in inverno. In cucina è fondamentale lavare accuratamente frutta e verdura, ma come primo passaggio lasciamole a mollo in acqua tiepida per 10 minuti per poi sciacquarle sotto il getto d’acqua.

La moda: come mi vesto?

Puntiamo su sobrietà e qualità con vestiti fatti per durare. La produzione dei tessuti ha infatti un impatto elevato. Una T-shirt “costa” all’ambiente circa 5 kg di CO2e e 2700 litri di acqua (la quantità di acqua che beve una persona in 2 anni e mezzo).

E come mi muovo?

Se è una bella giornata proviamo ad andare a piedi o in bici, così risparmiamo il treno o l’autobus e aggiungiamo anche un po’ di esercizio. Facciamo di tutto per lasciare a casa l’auto e se proprio non è possibile offriamo passaggi: più chiacchere e meno CO2.

Parliamone ;-)