Dieta Mediterranea, SINU: scarsa adesione ai principi della dieta, soprattutto tra i giovani

Dieta Mediterranea, SINU: scarsa adesione ai principi della dieta, soprattutto tra i giovani (Foto di HealthcareandFoodlife da Pixabay)

Nonostante i benefici per la salute associati alla Dieta Mediterranea, è ancora bassa l’adesione ai suoi principi: è quanto emerso dall’analisi della Società Italiana di Nutrizione Umana, che – in occasione del 15° anniversario del riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea come Patrimonio culturale immateriale – ha inserito il tema al centro dell’apertura del 45° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), a Salerno dal 28 al 30 maggio 2025, con la Tavola rotonda dal titolo “La Dieta Mediterranea tra eredità e futuro”.

Dieta Mediterranea, SINU:

Per la SINU la Dieta Mediterranea non è solo un regime alimentare, ma uno stile di vita che include competenze, conoscenze e tradizioni, nel rispetto del territorio e della biodiversità.

“È ampiamente dimostrato che una maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea è associata a numerosi benefici per la salute, in primis la riduzione della mortalità e la prevenzione di malattie croniche non trasmissibili, come malattie cardiovascolari, diabete, cancro e malattie neurodegenerative – afferma la Prof.ssa Anna Tagliabue, Presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). – Nonostante ciò, assistiamo ad una scarsa adesione ai principi della Dieta, soprattutto tra le giovani generazioni”.

La SINU ricorda, infatti, che recenti studi hanno analizzato l’aderenza alla Dieta Mediterranea della popolazione di diversi paesi mediterranei, evidenziando un trend negativo. In particolare, gli alimenti di origine vegetale, tra cui frutta, verdura, legumi e persino cereali integrali, sono sottorappresentati nelle diete dei bambini e degli adolescenti. Inoltre, il consumo di altri importanti componenti della dieta, come il latte e i prodotti lattiero-caseari, non è adeguato rispetto alle linee guida nutrizionali, delineando, quindi, il rischio di carenze nutrizionali.

“In particolare, in Italia, il 9% di bambini e adolescenti dichiarano di non mangiare mai verdure, il 7% frutta, il 26% alimenti a base di cereali integrali, il 14% latte e latticini, mentre il 47% dichiara di consumare più di 3 porzioni di carne a settimana – spiega Francesca Scazzina, Professore Associato di Nutrizione Umana dell’Università di Parma e Membro del Consiglio Direttivo SINU. – Uno studio che ha indagato le abitudini di più di 2000 studenti universitari italiani evidenzia un’aderenza medio-bassa del 72%. Così come un’indagine che ha coinvolto più di 800 persone rappresentative della popolazione italiana, con una percentuale dell’80,4%. Mentre il consumo di alcuni alimenti tradizionali è quasi completamente conservato anche al giorno d’oggi, ad esempio il consumo di olio d’oliva”.

Complessivamente – spiega la SINU – i principali determinanti di una maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea per i bambini e gli adolescenti sono: la giovane età (l’aderenza peggiora dopo i 12 anni), un livello di attività fisica più elevato, una durata del sonno adeguata e, tra le abitudini alimentari, il fare colazione, consumare i pasti con i membri della famiglia e consumare i pranzi a scuola. Anche l’età più giovane e l’istruzione superiore dei genitori sono risultati determinanti per una maggiore aderenza, così come un maggior reddito familiare mensile.

Mentre tra i fattori che limitano l’aderenza alla Dieta Mediterranea nel nostro Paese si riscontrano il sovrappeso o l’obesità, il fatto di non avere o avere poca responsabilità nell’acquisto di cibo o nella preparazione dei pasti, la difficoltà e il tempo di preparazione di piatti che contengono alimenti di origine vegetale, aspetto riportato anche in uno studio che ha coinvolto più di 1000 dipendenti dell’Università di Parma.

La SINU promuove una nuova Piramide alimentare

Per favorire una maggiore aderenza, la SINU ha sviluppato, quindi, una nuova rappresentazione grafica della Piramide alimentare: “una guida completa per adottare uno stile alimentare sano e sostenibile, preservando le tradizioni culturali e affrontando le sfide nutrizionali e ambientali contemporanee, utile anche come strumento per attività didattiche e per campagne educative,” continua la Presidente SINU.

In sintesi, il modello aggiornato prevede un’enfasi ancora maggiore sugli alimenti di origine vegetale, in particolare frutta, verdura e olio extravergine di oliva, insieme alla promozione di cereali integrali e legumi, come principali fonti nutritive.

La piramide incoraggia, inoltre, un approccio misurato al consumo di alimenti di origine animale, in particolare limitando il consumo di carne rossa e lavorata e orientando verso schemi alimentari più sostenibili, e sottolinea l’importanza della moderazione nel consumo di zuccheri aggiunti, sale e alcol, integrando questi concetti all’interno della sua struttura grafica in modo chiaro e coerente.

Incorpora, infine, considerazioni ambientali, culturali ed economiche.

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