vetrina negozio moda

Saldi post Covid, non sarà un successo

I saldi dell’estate post Covid sono molto sottotono. Con meno famiglie interessate agli acquisti, una spesa media in forte diminuzione e un rito che ormai è decisamente appannato. Non lo dicono solo i commercianti. Anche le associazioni dei consumatori cominciano a diffondere le stime sull’adesione alle vendite di fine stagione e sulla spesa sostenuta dalle famiglie.

Ci sarà un netto ridimensionamento, questo è certo. Qualcuno parla di flop. Qualcun altro sottolinea che l’andamento delle vendite sarà molto contenuto. In ogni caso, non sarà un successo. Anche perché i consumatori che volevano o potevano comprare qualche articolo in saldo in realtà l’hanno già fatto, approfittando delle promozioni e delle offerte che molti negozi hanno lanciato già alla riapertura del lockdown e comunque prima dell’inizio ufficiale dei saldi dell’estate 2020, che quest’anno iniziano il primo agosto – ma sono anticipati in diversi regioni.

Saldi a macchia di leopardo, ha detto Confcommercio parlando di “saldi impazziti” al tempo del Covid. In ogni caso non saranno più i saldi di una volta.

 

Saldi estivi
Saldi estivi

 

Federconsumatori: saldi estivi, nessuna corsa all’apertura

Per Federconsumatori ogni famiglia si limiterà a spendere 119 euro per i saldi estivi. Anche dove non hanno ufficialmente preso il via, le vetrine dei negozi già riportano promozioni e sconti. L’evento dunque non c’è più e «l’andamento delle vendite sarà estremamente contenuto», dice l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

L’associazione ha fatto la tradizionale indagine per misurare il termometro degli acquisti nelle città di Roma, Milano e Napoli. Secondo le intenzioni il 22% delle famiglie è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 119 euro a famiglia, per un giro di affari complessivo di 0,644 mld di euro, poco più della metà rispetto allo scorso anno.

«Nessuna corsa all’apertura, quindi: l’approccio più diffuso – commenta Federconsumatori – è quello “tardivo” o “occasionale”. I cittadini monitoreranno gli sconti per capire la loro reale convenienza, magari rimandando gli acquisti più in là, nella speranza che gli sconti aumentino. Oppure approfitteranno delle promozioni solo se vi si imbatteranno, senza andarle a cercare appositamente. Avverrà diversamente solo nei negozi di fascia medio-alta, in cui la ricerca all’occasione sarà più mirata. Continuano a crescere, invece, i cittadini intenzionati ad approfittare degli sconti online: pari al 39%, ormai avvezzi a tale modalità di acquisto all’indomani del lockdown».

Codacons: flop totale

Per il Codacons i saldi estivi post Covid si preannunciano come «un flop totale». E questo sia per la crisi economica sia perché la data di partenza ufficiale scatta il primo agosto, ma con le Regioni che si sono mosse in ordine sparso e in diversi casi hanno anticipato la data.

«Molte Regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare “vendite promozionali” nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia – dice il Codacons – Inoltre, con la riapertura dei negozi nella fase post Covid, i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela, per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown. Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi: chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole».

Per il Codacons i saldi post Covid vedranno un tracollo degli acquisti. La stima è una flessione del 30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto di un impoverimento generale sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso in tutta Italia.

 

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

1 thought on “Saldi post Covid, per i Consumatori è certo: non sarà un successo

  1. per forza, abbiamo pochi soldi, far spesa costa molto più di prima, le bollette si fanno sentire, ….. non c’è spazio per nient’altro.

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