sigarette elettroniche

(foto Pixabay)

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha aperto un’istruttoria nei confronti di Philip Morris Italia Spa per una possibile pratica commerciale scorretta legata alla promozione di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato.
Sotto osservazione, in particolare, l’utilizzo di espressioni come “senza fumo”, “un futuro senza fumo” e “prodotti senza fumo”, considerate potenzialmente fuorvianti per i consumatori.

Secondo l’Autorità, tali locuzioni potrebbero indurre in errore gli utenti, suggerendo che i prodotti siano privi di rischi per la salute, quando in realtà possono comunque provocare dipendenza da nicotina e favorire malattie respiratorie e cardiovascolari.
La strategia, basata sul concetto di “riduzione del rischio”per le sigarette elettroniche, rischierebbe inoltre di spingere gli ex fumatori a ricadere nella dipendenza e, ancor più pericolosamente, avvicinare gli adolescenti all’uso di prodotti contenenti nicotina.

La posizione delle autorità sanitarie

Già in passato, l’Istituto Superiore di Sanità aveva espresso riserve sul presunto potenziale di “riduzione del rischio” di questi dispositivi, ribadendo che non esistono evidenze scientifiche sufficienti a considerarli alternativi o meno nocivi rispetto alle sigarette tradizionali.
Come ricordano gli esperti, la strategia di salute pubblica mira alla disassuefazione dal fumo, non alla sostituzione con altri prodotti del tabacco o della nicotina.

L’Agcm, con il supporto del Nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza, ha già condotto ispezioni nelle sedi italiane di Philip Morris per acquisire documentazione utile a chiarire la condotta dell’azienda e valutare eventuali violazioni delle norme sulla pubblicità ingannevole.

Confconsumatori: “Difendere la salute, non le illusioni”

La Confconsumatori Federazione del Lazio ha espresso «soddisfazione per l’avvio del procedimento», annunciando la propria intenzione di intervenire ad adiuvandum per sostenere l’azione dell’Autorità e tutelare il diritto alla salute dei cittadini.
L’associazione ha inoltre richiesto un intervento deciso del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, invitando a una comunicazione più trasparente e responsabile verso i consumatori.

«In un contesto in cui la pubblicità può influenzare scelte di salute – si legge nella nota – è fondamentale garantire messaggi chiari, veritieri e corretti, soprattutto per proteggere le nuove generazioni dal rischio di dipendenza.»

Verso una maggiore tutela del consumatore

In Italia, la normativa vieta qualsiasi forma di pubblicità ingannevole che possa alterare la libertà di scelta del cittadino, in particolare in materia di salute.
L’istruttoria avviata dall’Agcm rappresenta quindi un passo importante verso una maggiore tutela dei consumatori e un’informazione più trasparente in un settore, quello del tabacco e dei suoi derivati, dove la comunicazione commerciale non può mai sostituire la verità scientifica.

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