Diritto alla riparazione, Altroconsumo: svolta vicina (Foto Blaz Erzetic per Pexels)

Il diritto alla riparazione come leva fondamentale per passare a un modello economico circolare, in cui i prodotti siano più durevoli e riparabili, con ricambi e assistenza disponibile. Il diritto alla riparazione rientra fra i temi che Altroconsumo porterà al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, evento italiano dedicato alla sostenibilità e alla responsabilità sociale d’impresa, in programma a Milano dall’8 al 10 ottobre.

L’associazione parteciperà infatti alla tavola rotonda “Diritto alla Riparazione: nuovi modelli di produzione e di consumo per la circolarità”, che si terrà il 9 ottobre alle ore 16.30. L’incontro, moderato da Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo, vedrà la partecipazione di Barbara Bax, Head of Sustainability di MediaWorld, Luca Cassani, Corporate Sustainability Manager di Epson Italia, Annibale D’Elia, Direttore di Progetto Economia urbana, Moda e Design del Comune di Milano e Dorothée Monsigny, Head of Sustainablity di Decathlon Italia. Sempre il 9 ottobre, l’associazione prenderà parte al panel “Consumatori e sostenibilità del packaging”.

Ricambi e assistenza per un modello economico diverso

Una sfida del modello economico attuale è quella di passare all’economia circolare, in cui la progettazione di prodotti più durevoli giochi un ruolo chiave. Ma oltre alla durata, è importante che i prodotti siano riparabili. Ogni anno, ricorda Altroconsumo, lo smaltimento prematuro dei grandi elettrodomestici in Europa genera 261 milioni di tonnellate di emissioni equivalenti di CO₂, consuma 30 milioni di tonnellate di risorse e produce 35 milioni di tonnellate di rifiuti.

“Prolungare la vita di questi prodotti, grazie alla disponibilità di ricambi e all’accessibilità dell’assistenza, può contribuire a interrompere questo circolo vizioso e ridurre la domanda di nuovi dispositivi”, ricorda l’associazione.

Diritto alla riparazione, recepimento entro luglio 2026

Il diritto alla riparazione ha avuto il via libera delle istituzioni europee. Le nuove norme contengono l’obbligo per il fabbricante di riparare il prodotto a un “prezzo conveniente”, entro un tempo ragionale e oltre il periodo della garanzia legale e prevedono l’accesso dei consumatori a pezzi di ricambio e informazioni sulla riparazione nonché la realizzazione di piattaforme online che aiuteranno i consumatori a trovare servizi di riparazione, repair café, negozi che vendono prodotti ricondizionati.

Sul piano normativo una svolta è vicina, spiega Altroconsumo.

Entro luglio 2026 i Paesi UE dovranno recepire nel diritto nazionale la direttiva europea che semplifica e incentiva la riparazione dei principali beni di consumo, riducendone i costi e imponendo obblighi chiari ai produttori.

Alla scadenza della garanzia di conformità (due anni dall’acquisto), i consumatori potranno rivolgersi direttamente ai produttori per ottenere la riparazione – gratuita o a prezzi ragionevoli – di dispositivi come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, aspirapolveri, display elettronici, cellulari, tablet e cordless. Una piattaforma online fornirà inoltre informazioni pratiche sulla riparazione, mentre ogni Stato sarà chiamato ad adottare misure, dai buoni ai fondi dedicati, fino ai corsi pratici, per favorire la scelta di riparare invece che sostituire. La direttiva introdurrà anche la possibilità di riparare un prodotto prima della scadenza della garanzia.

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