False recensioni online, azione utile o nuova burocrazia? (Foto Pixabay)
False recensioni online, lotta utile o nuova burocrazia?
Nel ddl PMI c’è una sezione dedicata alla lotta alle false recensioni. Udicon chiede correttivi. Netcomm e associazioni di turismo e consumatori denunciano il rischio di ripercussioni negative sul turismo
Lotta efficace alle recensioni false oppure nuovi obblighi burocratici che rischiano di non risolvere il problema? Il Consorzio del commercio digitale italiano Netcomm si unisce alle associazioni di turismo e dei consumatori per sollevare preoccupazioni sulla proposta di legge del Governo italiano sulle recensioni false, approvata dal Senato e ora in fase di valutazione da parte della Camera. Si temono danni per il settore e ripercussioni negative sul turismo, perché non si colpirebbe la vendita di recensioni false a scopo di lucro.
La lotta alle false recensioni
Nel ddl PMI c’è una sezione dedicata alla “lotta alle false recensioni”. Il testo considera la recensione online lecita se rilasciata “non oltre trenta giorni” dalla data di fruizione del prodotto o del servizio. Il provvedimento presume come autentica “la recensione online corredata di evidenze del rilascio di documentazione fiscale”, quindi uno scontrino o una fattura.
L’obiettivo del provvedimento è quello di contrastare le false recensioni online. Secondo dati del Mimit, “l’82% degli utenti legge le recensioni per prenotare un hotel, il 70% lo fa per scegliere un ristorante ma l’82% degli utenti sostiene di essere stato esposto almeno una volta a false recensioni”.
Il provvedimento prevede poi una validità massima di due anni per le recensioni, introducendo così una sorta di data di scadenza per l’espressione del giudizio online. “La recensione online non è più lecita, in ragione della significativa mancanza di attualità, decorsi due anni dalla sua pubblicazione”, si legge nella proposta.
Udicon in audizione
Nei giorni scorsi l’associazione Udicon è stata in audizione la X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati sul ddl PMI. Sostiene Fabrizio Ciliberto, vicepresidente Udicon: «Le recensioni online sono oggi determinanti nelle scelte di consumo, anche se risulta doveroso un intervento più strutturato che possa ampliare la disciplina anche a settori come e-commerce e servizi alla persona, dove i consumatori sono spesso esposti a recensioni false o manipolate. Riguardo la cancellazione automatica dopo due anni, proponiamo di rendere ben visibile l’anzianità della recensione, senza trasformarla automaticamente in un contenuto da cancellare. Definire “non lecita” una recensione autentica solo perché risalente a più di due anni rischia di produrre rimozioni indiscriminate e di disorientare i consumatori».
Per Ciliberto «occorrono motivazioni obbligatorie per le richieste di rimozione delle recensioni, tracciabilità delle segnalazioni, intervento di un soggetto terzo nei casi seriali e sanzioni in caso di abusi. Tra i segnalatori attendibili devono rientrare anche le associazioni dei consumatori, che sono le prime a raccogliere le segnalazioni dei cittadini su recensioni sospette».
Netcomm: danni al turismo
Ma sono diverse le preoccupazioni sollevate dalla proposta del Governo sulle recensioni false. Netcomm, insieme alla Coalition for Trusted Reviews, EU Travel Tech, Altroconsumo (parte del Gruppo Euroconsumers) e Codacons hanno firmato una lettera inviata ieri, 20 novembre 2025, ai Ministeri del Turismo e delle Imprese e del Made in Italy.
Le sigla afferma che l’introduzione di ulteriori regole nazionali “non colpirà il cuore del problema, ovvero i venditori di recensioni false, ma danneggerà il turismo italiano, complicando ulteriormente la burocrazia per le imprese del settore”.
Il timore è che la lotta alla recensioni false, così come disegnata, diventi un ostacolo per le imprese del turismo.
Spiega il presidente Netcomm Roberto Liscia: «Le recensioni online sono uno strumento ormai imprescindibile per l’acquisto di servizi e prodotti da parte dei consumatori, nonché una leva di marketing e visibilità fondamentale per le imprese. Se la Camera dovesse approvare la proposta già passata al Senato, il rischio è che il numero di recensioni si riduca sensibilmente danneggiando tanto l’esperienza di turisti e clienti, quanto le imprese turistiche italiane nell’attrarre ospiti».
Le piattaforme digitali che lavorano in Europa sono già sottoposte a norme che regolano le recensioni online, aggiunge Liscia, che chiede invece di «incrementare semmai il controllo al fine di smantellare le reti di recensioni false che danneggiano l’intero sistema».
«L’intento alla base di questa proposta è giusto, ma l’esecuzione non lo è – ha dichiarato Anoop Joshi, Chief Trust Officer di Trustpilot e portavoce della Coalition for Trusted Reviews, gruppo globale intersettoriale di piattaforme online – I venditori di recensioni false sono la vera fonte del problema. Se la legislazione non prende di mira direttamente queste attività commerciali, la legge danneggerà il turismo italiano, svantaggiandolo a livello globale, senza garantire una tutela significativa a consumatori e aziende ».

