“Sbagliatissime e depressive”: non potrebbe essere più netta l’opposizione di Federconsumatori e Adusbef alle ipotesi che parlano, per la prossima manovra economica, di un aumento dell’Iva e della reintroduzione dell’Ici sulla prima casa. Con le due misure, le famiglie “rischiano di subire un’ulteriore batosta di circa 900 euro, che si andrà ad aggiungere a quella delle precedenti manovre, con ricadute disastrose sul potere di acquisto già in caduta libera e sui consumi”, affermano le due associazioni.
Bocciata dunque l’ipotesi di aumentare l’Iva, sia quella che ora è al 21% sia quella al 10%, perché “andrebbe a ricadere in un mercato già fortemente in crisi, per di più caratterizzato da prezzi in forte aumento”, avrebbe una ricaduta di 410-420 euro annui e famiglia e agirebbe da moltiplicatore dei prezzi. Bocciata anche l’ipotesi di reintrodurre l’Ici sulla prima casa, stimata in un aggravio di spesa compreso fra 400 e 450 euro a famiglia.
Affermano Federconsumatori e Adusbef: “Di fronte ad una situazione simile, proprio non capiamo come, anche con il supporto di autorevoli economisti, si continui a demonizzare la patrimoniale come strumento depressivo. Come se l’Ici non fosse anch’essa una patrimoniale depressiva che, però, colpisce soprattutto le famiglie a reddito medio-basso, ovvero coloro che determinano in larga misura la domanda di mercato. Dal nuovo Governo ci aspettiamo misure di tutt’altro genere, che vadano ad intaccare grandi patrimoni e rendite finanziarie, ma soprattutto e in primo luogo gli evasori fiscali”.


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