Industrie di Marca: investimenti stabili e fiducia nel futuro nonostante l’incertezza
Secondo l’Osservatorio Congiunturale di Centromarca, oltre l’80% delle imprese associate mantiene o aumenta gli investimenti. Innovazione, sostenibilità e digitale le parole chiave per la crescita del largo consumo.
Nonostante un contesto economico caratterizzato da tensioni geopolitiche, inflazione elevata e costi crescenti di energia e trasporti, le Industrie di Marca italiane confermano la loro capacità di resistere e guardare avanti.
Dall’ultima edizione autunnale dell’Osservatorio Congiunturale Centromarca, realizzato con la collaborazione di Ref Ricerche, emerge un quadro di fiducia e stabilità: il 36,8% delle aziende ha aumentato gli investimenti nel 2024, il 52,1% li ha mantenuti invariati e solo l’11,1% ha registrato una riduzione.
Dove si investe: innovazione e comunicazione al centro
Le priorità di investimento mostrano un settore in continua trasformazione, che punta su innovazione, digitalizzazione e relazione con il consumatore.
La maggior parte delle imprese ha destinato nuove risorse a impianti, macchinari e veicoli, confermando l’importanza di mantenere una base produttiva efficiente e tecnologicamente avanzata.
Parallelamente cresce il peso degli investimenti in pubblicità e comunicazione, a testimonianza del valore strategico del legame con i consumatori e della necessità di presidiare i canali media in un mercato sempre più competitivo.
A questo si aggiunge l’impegno crescente verso lo sviluppo di software e sistemi digitali, indispensabili per innovare processi e servizi, e l’attenzione verso ambiti emergenti come il retail media, l’intelligenza artificiale e i big data, strumenti che permettono alle aziende di leggere i comportamenti dei consumatori e adattare le strategie in tempo reale.
Le previsioni per il 2026 restano ottimistiche: oltre sei imprese su dieci prevedono di mantenere gli investimenti ai livelli attuali e quasi un terzo è pronta ad aumentarli, segnale di una fiducia che resiste anche in tempi di incertezza.
Un settore chiave per l’economia italiana
Il comparto del largo consumo confezionato genera 69 miliardi di euro di fatturato e 87,2 miliardi di valore condiviso lungo la filiera, pari al 4,2% del PIL italiano, con una contribuzione fiscale di 28,7 miliardi di euro, equivalente al 5% delle entrate tributarie.
“La nostra capacità di innovare ed evolvere in sintonia con le esigenze del consumatore – spiega Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca – sostiene l’attrattività delle categorie di prodotto in una fase di ridotto potere d’acquisto delle famiglie”.
Le priorità per la crescita del largo consumo
Parallelamente alla presentazione dei dati, Centromarca ha avanzato al Governo una serie di proposte di policy per sostenere la crescita del settore.
Al centro delle richieste figurano interventi per favorire l’espansione dimensionale delle imprese e migliorare l’accesso a strumenti finanziari più efficaci, incentivando processi di aggregazione e investimenti strategici.
Grande attenzione è dedicata anche alla promozione di politiche fiscali mirate a sostenere la ricerca, l’innovazione e la transizione digitale, insieme alla detassazione degli utili reinvestiti in attività coerenti con gli obiettivi di sostenibilità e competitività.
Sul piano operativo, l’associazione sottolinea l’importanza di accelerare la dematerializzazione dei documenti di trasporto attraverso l’adozione di sistemi digitali come l’Electronic Data Interchange (EDI), in grado di rendere più efficiente e trasparente la filiera.
Infine, tra le priorità figurano il contrasto alle pratiche commerciali sleali e la lotta alla contraffazione, due fenomeni che continuano a minacciare la concorrenza leale e la tutela dei consumatori.
Innovazione come motore di fiducia
In un periodo di instabilità economica e ridotto potere d’acquisto, le Industrie di Marca si confermano un pilastro del Made in Italy, continuando a investire in qualità, tecnologia e responsabilità sociale.
La capacità di innovare, unita alla volontà di sostenere l’intera filiera del largo consumo, rappresenta il motore di una fiducia che non si arresta.
Perché anche nei momenti di maggiore incertezza, è proprio investendo nel futuro che si costruisce la crescita.

