Vendite in calo a novembre 2011: meno 0,3% rispetto a ottobre, meno 1,8% nel confronto annuale. Il calo delle vendite al dettaglio non risparmia gli alimentari, che rispetto al mese precedente diminuiscono dello 0,8%.
L’indice delle vendite al dettaglio dell’Istat registra a novembre 2011 una diminuzione congiunturale dello 0,3%; nella media del trimestre settembre-novembre 2011 l’indice è diminuito dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti; nel confronto con ottobre 2011, le vendite diminuiscono in misura decisamente più marcata per i prodotti alimentari (-0,8%) che per quelli non alimentari (-0,1%). Rispetto al 2010, le vendite segnalano una flessione dell’1,8%, con una caduta più decisa per i prodotti non alimentari (-2,6%).
La contrazione delle vendite preoccupa i consumatori perché, mentre continuano a diminuire i consumi, al contrario i prezzi “conoscono da tempo una crescita inarrestabile, oggi ulteriormente alimentata dal blocco dei tir e dalla difficoltà di rifornimento degli esercizi commerciali”, affermano Federconsumatori e Adusbef, che stimano più elevata, al 4%, la contrazione delle vendite alimentari durante l’anno. Per le due associazioni, la crescita complessiva di prezzi e tariffe causerà nel 2012 un aggravio di spesa di 392 euro a famiglia solo per il settore alimentare. “Di questo passo – denunciano –  il tasso di inflazione rischia di situarsi tra il 4 e il 5%”.


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