Prezzi, le ricadute della crisi in Medio Oriente (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Prezzi, Federconsumatori: dalla guerra in Medio Oriente ricadute di oltre 200 euro in due mesi
Dalla fine di febbraio a oggi, la ricaduta economica della guerra in Medio Oriente è di oltre 200 euro a famiglia. Secondo Federconsumatori le spese degli italiani potrebbero aumentare di oltre 1200 euro in un anno
La guerra in Medio Oriente si fa sentire sui prezzi di energia, trasporti, prodotti alimentari. In due mesi di conflitto le ricadute superano già i 200 euro a famiglia, stima calcolata da Federconsumatori dalla fine di febbraio a oggi. Mentre su base annua potrebbe arrivare a superare i 1200 euro. Il conflitto in Medio Oriente, commenta l’associazione, “desta preoccupazione non solo in termini umanitari e in ordine agli equilibri geopolitici, ma anche, come stiamo percependo in questi mesi, relativamente alle tensioni sui prezzi, per gli aumenti già avvenuti e quelli in arrivo”.
Le ricadute della crisi sulle famiglie
“La riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi tenutasi ieri al MIMIT ha evidenziato come quelle in atto sono le prime avvisaglie di una situazione che, se non adeguatamente fronteggiata, rischia di abbattersi sulle famiglie con gravi ricadute – afferma Federconsumatori – Sono pesanti, infatti, le ripercussioni sui costi produttivi, sui costi di packaging e logistica, per non parlare dei costi dei fertilizzanti e dei carburanti agricoli. Elementi che, ad oggi, si sono trasferiti sui prezzi al consumo (alimentari e ancor più su quelli per la cura della persona e della casa) solo in piccola parte”.
L’associazione ha dunque monitorato l’andamento dei prezzi nei settori più colpiti dalla crisi, su carburanti, bollette di energia elettrica e gas, prodotti agroalimentari e per la cura della casa e della persona, trasporti, rilevando gli aumenti avvenuti dallo scoppio del conflitto con una stima dei rincari in due mesi dal conflitto e su base annua.
Sui carburanti, e nonostante il taglio delle accise, Federconsumatori stima ricadute di 60 euro a famiglia per questi primi due mesi, che potrebbero diventare (effettuando delle stime ai valori attuali) ben 360 euro annui. Per quanto riguarda l’energia elettrica e il gas (calcolando una media dei prezzi sul mercato libero e sul servizio di tutela della vulnerabilità) una famiglia ha speso +30,90 euro per il gas e +19,60 euro per l’energia elettrica negli ultimi due mesi, che, in termini annui, potrebbero arrivare a +185,40 euro per il gas e +117,60 per l’elettricità.
I maggiori costi iniziano a far sentire il proprio effetto anche sui prodotti agroalimentari e su quelli per la cura della persona e della casa. I primi hanno registrato un incremento del +4,9%, i secondi del +5,8%, rispetto alla situazione precedente il conflitto. Le ricadute finora ammontano a +52,21 euro per i prodotti agroalimentari e a +10,32 euro per i prodotti per la cura della persona e della casa. Anche sui trasporti (voli, treni e traghetti) i costi sono in aumento (+31,28 euro mediamente a famiglia negli ultimi 2 mesi) e cresceranno ulteriormente in vista della stagione estiva.

