Istat conferma: a febbraio Italia torna in deflazione
L’Italia si conferma in deflazione. A febbraio si registra una diminuzione dei prezzi al consumo dello 0,3% su base annua e una riduzione dello 0,2% anche su base mensile. Mentre calano i prezzi del carrello della spesa: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono infatti in flessione dello 0,1% rispetto al mese di gennaio e dello 0,4% su base annua. Il dato viene dall’Istat, che conferma i dati preliminari sull’inflazione di febbraio. Le associazioni dei consumatori: la ripresa è lontana.
Il calo dell’inflazione a febbraio, meno 0,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, viene accolto da Federconsumatori e Adusbef come la conferma che la ripresa dalla crisi non è ancora raggiunta: “Un dato che conferma l’instabilità dell’andamento economico, smentendo una volta per tutte chi ancora parla di ripresa consolidata”, dicono le due associazioni, che sottolineano la necessità di “avviare un Piano Straordinario per il Lavoro, indispensabile per realizzare un reale e stabile rilancio dell’occupazione e dei redditi”. La richiesta è quella di rimettere in moto l’economia attraverso investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, la messa in sicurezza di scuole e ospedali, la modernizzazione delle infrastrutture e delle reti di trasporto, l’avvio di un programma di valorizzazione del turismo. Si tratta, dicono Federconsumatori e Adusbef, di “interventi imprescindibili per operare una redistribuzione dei redditi e far ripartire una domanda interna in crisi da troppo tempo: basti pensare che dal 2012 al 2015 i consumi hanno registrato una contrazione del 10% (percentuale che equivale a una diminuzione di 75,5 miliardi di euro di spesa complessiva delle famiglie). Oltre all’applicazione di politiche di rilancio – aggiungono – è necessario intervenire anche sul fronte delle tariffe, contrastando pratiche speculative che fanno crescere i costi in maniera spropositata nonostante la deflazione”.
I dati dell’Istat vengono presi dall’Unione Nazionale Consumatori per stimare come si ripercuotano sul costo della vita: secondo l’associazione, una famiglia di una coppia con due figli spenderà su base annua 156 euro in meno grazie alla diminuzione dei prezzi dello 0,3%. In particolare sborserà 29 euro in meno per gli alimentari, 60 per l’abitazione, 132 euro per i trasporti, 6 per le comunicazioni. Il maggior incremento di spesa ci sarà invece per la voce Ricreazione, spettacoli e cultura: + 22 euro.
I dati definitivi forniti oggi dall’Istat sono giudicati “disastrosi” dal Codacons che parla di un “pessimo segnale” per l’economia. “A preoccupare non è solo il dato generale che vede i prezzi scendere dello 0,3% su base annua, ma sono soprattutto i numeri relativi al carrello della spesa, cioè i beni più acquistati dalle famiglie, che scendono del -0,4% rispetto all’anno precedente – afferma il presidente Carlo Rienzi – Dati disastrosi perché rappresentano un pessimo segnale per l’economia nazionale, dimostrando che la domanda stenta a ripartire e che le famiglie rimandano gli acquisti. Se il Governo non attuerà immediate misure per invertire la tendenza al ribasso dei prezzi, le ripercussioni saranno pesanti per l’industria, il commercio e soprattutto per l’occupazione”.

