Lidi balneari, Altroconsumo: prezzi salati per vacanze sotto l'ombrellone

Lidi balneari, Altroconsumo: prezzi salati per vacanze sotto l'ombrellone

Accomodarci sulla sdraio sotto l’ombrellone quest’anno ci costerà il 10% in più. Lo rivela Altroconsumo, che – con la stagione estiva alle porte – ha realizzato un’inchiesta sui lidi balneari, per guidare gli italiani nella scelta delle proprie mete estive.

“Quest’anno dunque aspettiamoci molti rincari – avverte l’associazione. – A Palinuro, per esempio, pagheremo il 18% in più: l’anno scorso la spesa media era di 143 euro, contro i 169 di quest’anno. Seguono Rimini, Alassio e Alghero, rispettivamente con 14%, 13% e 12%. Nelle altre località l’aumento dei prezzi degli stabilimenti si aggirerà tra il 5% di Lignano e il 7% di Taormina e Giardini Naxos“.

Lidi balneari, quanto costa una settimana di ombrellone e lettino?

Altroconsumo ha visitato 227 stabilimenti distribuiti in 10 località balneari italiane: Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio. Per godere di mare e sole in prima fila ad Alassio, in agosto (per la settimana dal 31 luglio al 6 agosto) si devono spendere 380 euro (281 dalla 4 fila in poi).

Dall’altra parte della costa, sull’Adriatico a Rimini, si paga invece meno della metà – 146 euro – per la prima fila (e 108 euro dalla 4 in poi). Se si fa una media, la prima fila nella prima settimana di agosto costa 212 euro: una bella cifra, che si riduce nelle successive file a 194, 181 e 173 euro.

La città ligure (Alassio) si rivela, dunque,  la più cara: qui, facendo una media delle prime quattro file, si spendono 323 euro. Seguono Gallipoli (282 euro), Alghero (194 euro), Viareggio (184 euro) Taormina e Giardini Naxos (180) e Palinuro (169), Anzio (159), Lignano (142,) Rimini (131).

La località più economica? Contro il caro-ombrellone si schiera Senigallia, la meno cara tra quelle dell’indagine: qui si spendono in media 129 euro (sempre in media fra le file e per la settimana dal 31 luglio al 6 agosto).

 

Che tipo di spiaggia scegli? (Fonte Altroconsumo)
Che tipo di spiaggia scegli? (Fonte: Altroconsumo)

 

Spiaggia libera o stabilimento?

Per quanto riguarda le preferenze dei cittadini per il tipo di spiaggia, secondo un’indagine svolta da Altroconsumo il 28% degli intervistati sceglie lo stabilimento balneare, l’11% la spiaggia libera attrezzata a pagamento, il 16% la spiaggia libera e gratuita con servizi (come bar, docce, wc…) e il 19% la spiaggia libera e gratuita senza servizi.

In particolare, chi sceglie lo stabilimento balneare o spiagge libere attrezzate a pagamento lo fa in primis per l’equipaggiamento offerto (motivo indicato dal 74%). Ma tra le principali motivazioni c’è anche la sicurezza di avere il proprio posto (44%), i servizi di ristorazione della struttura (44%) e la possibilità di usare la doccia (43%).

Lidi balneari, le opinioni sulle concessioni

Intanto, ricorda Altroconsumo, il Parlamento si appresta a licenziare il ddl delega sulla Concorrenza, che ha nelle concessioni balneari uno dei punti cardine. L’associazione ha analizzato, dunque, l’opinione degli intervistati intorno al tema delle concessioni, che dovranno essere soggette a revisione entro la fine del 2023.

Dall’indagine è emerso che l’86% degli intervistati sa perfettamente che per concessione balneare si intende “l’autorizzazione grazie alla quale uno stabilimento può, a pagamento, gestire la propria attività sul suolo pubblico“. E non solo. Tre intervistati su quattro (76%) hanno sentito parlare della riforma delle concessioni balneari, e di questi il 91% è a conoscenza del fatto che riguardi la riassegnazione periodica delle concessioni per la gestione degli stabilimenti.

Per quanto riguarda le aspettative degli intervistati riguardo i risultati della riforma, queste risultano piuttosto negative. Più della metà (52%) pensa che le tariffe degli stabilimenti aumenteranno (solo il 4% che diminuiranno). Allo stesso tempo i cittadini non prevedono un miglioramento della qualità dei servizi: secondo la maggioranza (65%) resteranno sugli standard attuali.

Per quanto riguarda il ricambio dei gestori, il 43% ritiene che verrà stimolato un maggiore rinnovamento, ma una quota simile di intervistati (36%) non prevede particolari cambiamenti a riguardo.


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