Resi gratuiti, favorevoli più di tre quarti dei consumatori

Resi gratuiti, favorevoli più di tre quarti dei consumatori (Foto Pixabay)

Negli ultimi anni, i resi online gratuiti sono diventati un’aspettativa dei consumatori e uno standard del settore. Tuttavia rischiano di diventare una proposta molto meno comune, poiché i rivenditori cercano di recuperare i costi associati. I tassi dei resi, infatti, sono aumentati a causa del passaggio all’online e al peggioramento del contesto economico: è quanto emerso dallo studio congiunto di Packlink e Retail Economics “Report sulle spedizioni e-commerce 2023”, che mostra che il tasso dei resi degli acquisti online può spesso raggiungere il 30%, rispetto a meno del 10% in negozio.

Resi gratuiti, cosa ne pensano i consumatori?

I resi gratuiti, spesso, vengono sfruttati per incentivare le vendite online e consentono ai consumatori di considerare gli acquisti come una prova, piuttosto che come acquisti definitivi. Il cosiddetto “bracketing” (ordinare più varianti dello stesso articolo), infatti, è diventata una pratica comune, in particolare per l’abbigliamento. Tuttavia, secondo l’analisi, moltissimi rivenditori hanno già iniziato ad aggiungere supplementi ai resi online in alcuni mercati, per compensare i costi e scoraggiare i “restitutori seriali”.

Secondo quanto emerso dallo studio, davanti alle commissioni sui resi molti clienti storcono il naso. Più di tre quarti (76%) degli acquirenti intervistati ritiene, infatti, che i resi dovrebbero essere sempre gratuiti. Tuttavia le generazioni più giovani sono favorevoli a pagarli.

Il 39% di loro, infatti, afferma che prenderebbe in considerazione questa possibilità, rispetto a solo il 22% dei più grandi. “I rivenditori devono quindi trovare un attento equilibrio con le spese di reso – osserva l’analisi – devono scoraggiare i resi eccessivi senza però mettere a repentaglio le vendite o perdere clienti a favore della concorrenza”.

 

Fonte: Packlink e Retail Economics
Fonte: Packlink e Retail Economics

 

Spedizioni e sostenibilità

Strettamente legata al tema dei resi è la questione delle spedizioni. Sebbene tre quarti dei commercianti riconoscano l’importanza della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale delle consegne, meno di un quinto (18%) lo considera un obiettivo strategico chiave per la propria attività.

“I consumatori sono alla ricerca di soluzioni che consentano loro di risparmiare, anche a causa della crisi economica e dell’aumento dei prezzi. Nonostante ciò, è importante sottolineare l’attenzione soprattutto delle generazioni più giovani per l’aspetto ambientale – dichiara Noelia Lázaro, direttrice Marketing di Packlink. – Va sottolineato però che, sebbene la possibilità dei resi gratuiti sia importante per incentivare le vendite, deve esserci un consumo responsabile da parte dei consumatori”.

Tra gli acquirenti, i più sensibili al prezzo sono in gran parte favorevoli ad accettare tempi di consegna più lunghi (38%) e passare al ritiro “fuori casa” (34%), piuttosto che pagare un extra per compensare le emissioni (dove solo il 7% lo prenderebbe in considerazione).

A questo proposito, oltre un terzo (34%) dei consumatori passerebbe volentieri alla “spedizione a un punto di ritiro” o al servizio clicca e ritira per i propri ordini online, rispetto al 25% del Benchmark Report dello scorso anno. Oltre a fornire un’alternativa conveniente e spesso gratuita alla consegna a domicilio, la consegna di più ordini online in un solo luogo “fuori casa” è anche più rispettoso dell’ambiente, poiché riducendo il numero di consegne si riducono di gran lunga anche le emissioni.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)