Call center e telemarketing, associazioni udite dalle commissioni riunite alla Camera

Call center e telemarketing, associazioni udite dalle commissioni riunite alla Camera (foto Pixabay)

Ieri alcune associazioni dei consumatori sono state udite dalle Commissioni riunite alla Camera (IX e X) in merito ai testi di legge e di modifica delle norme che riguardano i call center, il teleselling e lo spoofing.

Call center e telemarketing, il parere di ADOC sulla normativa

ADOC – come dichiarato dalla Presidente nazionale, Anna Rea – ha accolto favorevolmente l’iniziativa legislativa per il riordino del settore dei call center. In particolare, tra i punti positivi evidenziati, l’associazione sostiene la proposta di creare un Osservatorio permanente per il settore dei call center, coinvolgendo le Associazioni dei Consumatori riconosciute dal CNCU.

“Riteniamo inoltre necessarie – ha proseguito Rea – regole più stringenti per il telemarketing e misure contro le pratiche fraudolente, come il camuffamento dei numeri chiamanti. Nello specifico, proponiamo di rendere obbligatorio per tutte le imprese di call center sia il Codice di Condotta per il telemarketing e teleselling, approvato dal Garante per la Privacy nel marzo 2023, sia la certificazione di qualità“.

Durante l’audizione, inoltre, la Presidente ADOC ha richiesto misure tecniche e sanzionatorie contro le chiamate indesiderate e il fenomeno del “calling line identity spoofing” (manipolazione del numero chiamante), suggerendo “l’obbligo per gli operatori telefonici di adottare tecnologie per verificare l’autenticità della linea chiamante, la creazione di banche dati per prevenire e bloccare pratiche fraudolente, sanzioni per operatori telefonici che non rispettano tali obblighi e indennizzi automatici per i consumatori in caso di mancata risposta ai reclami entro 20 giorni”. In assenza di queste garanzie, Rea ha chiesto che il legislatore limiti il teleselling solo a modalità inbound, vietando il teleselling outbound.

Infine, Anna Rea ha ribadito l’importanza di istituire un fondo di garanzia per tutelare i consumatori vittime di truffe telefoniche, alimentato da contributi obbligatori delle imprese di call center e delle aziende committenti.

Assoutenti: basta registro opposizioni

Per Assoutenti, invece, il registro delle opposizioni attualmente in vigore “non ha prodotto i risultati sperati” contro il telemarketing selvaggio, pertanto ritiene fondamentale “passare ad un registro delle autorizzazioni, dove si iscrivono solo coloro che vogliono essere interpellati telefonicamente per proposte commerciali”.

“Serve una riforma radicale del sistema che porti dall’attuale opt-out al più efficace opt-in – ha spiegato Assoutenti in audizione – seguendo l’esempio di altri paesi europei, in modo che solo chi fornisce espressa autorizzazione possa ricevere telefonate commerciali, e senza tale consenso call center e operatori non possano più chiamare né disturbare i cittadini”.

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