Da educazione sessuale a formazione sulla fertilità, ActionAid: tradita la promessa di prevenzione della violenza (Foto di StockSnap da Pixabay)
Da educazione sessuale a formazione sulla fertilità, ActionAid: tradita la promessa di prevenzione della violenza
I 500mila euro per la promozione dell’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole secondarie saranno utilizzati per la formazione sulle tematiche della fertilità maschile e femminile. Protestano ActionAid e Federconsumatori
Il fondo inserito in Legge di Bilancio, votato con emendamento delle opposizioni, che prevedeva 500mila euro per la promozione dell’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole secondarie servirà invece a formare gli insegnanti “prioritariamente riguardo alle tematiche della fertilità maschile e femminile, con particolare riferimento all’ambito della prevenzione dell’infertilità“: è quanto riferito dal il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, durante un’interrogazione parlamentare dell’8 gennaio.
Per ActionAid si tratta di “una decisione grave e che va contro tutto ciò che la politica dice di dover fare, dal Governo al Parlamento, per contrastare la violenza maschile contro le donne e di genere, cioè prevenire partendo dalla scuola le cause dei comportamenti violenti“.
ActionAid: i cittadini chiedono l’educazione all’affettività e alla sessualità
ActionAid riporta, quindi, i dati dell’indagine statistica Oltre le Parole, realizzata dall’organizzazione con l’Osservatorio di Pavia e B2Research: secondo l’analisi, il 60% della popolazione italiana ritiene che sia proprio l’educazione all’affettività e alla sessualità la misura più importante da attuare.
“L’opinione pubblica italiana – afferma ActionAid – individua con chiarezza nella cultura patriarcale la principale causa della violenza, una cultura che non accetta l’emancipazione e l’autodeterminazione delle donne. E chiede allo Stato di intervenire su questo versante. Dello stesso parere sono le politiche e i politici che su Facebook e Instagram sostengono la necessità di lavorare sulla prevenzione primaria e l’importanza di introdurre l’educazione all’affettività e alla sessualità – utilizzando diciture diversificate a seconda della provenienza politica – nelle scuole, come strumento essenziale di prevenzione della violenza maschile“.
Inoltre, sono gli stessi adolescenti a rivelare quanto sia urgente occuparsi di prevenzione della violenza: l’indagine “I giovani e la violenza tra pari”, condotta da Ipsos per ActionAid su un campione rappresentativo di circa 800 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, ha svelato che c’è ancora confusione rispetto alla questione. Ad esempio, per 4 giovani su 5 una donna può sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole, ancora 1 su 5 crede che le ragazze possano provocare la violenza sessuale se mostrano un abbigliamento o un comportamento provocante. Gli adolescenti – sottolinea l’indagine – sono concordi, inoltre, su chi commette atti di violenza: i ragazzi maschi, soprattutto se in gruppo, e gli uomini adulti.
“Da anni – conclude l’organizzazione – ActionAid chiede che la politica passi dalle parole ai fatti, superando le differenze ideologiche, e raggiunga una convergenza per approvare una legge che introduca l’educazione all’affettività e alla sessualità e di genere nelle scuole, ma anche questa volta si sceglie la strada opposta e si danno fondi per iniziative discutibili che nulla hanno a che fare con la prevenzione primaria“.
Federconsumatori: nuove minacce sulla qualità dell’educazione
“Non bastava l’autonomia differenziata, non bastava neanche il taglio agli organici del personale docente e ATA operato in manovra, e nemmeno il mancato rinnovo nella Legge di Bilancio 2025 del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile (quello per arginare la dispersione scolastica e le disparità nelle opportunità educative): nuove minacce incombono sulla scuola e sulla qualità dell’educazione in Italia“, così Federconsumatori, nel commentare la notizia.
La scelta di dirottare il fondo per l’educazione all’affettività e alla sessualità verso le tematiche della fertilità maschile e femminile deriva, secondo l’associazione, dalla necessità di “placare le proteste dell’organizzazione ultra-cattolica e conservatrice Pro Vita“.
“Una distorsione e un abuso in piena regola, che distoglie fondi importanti e quanto mai necessari a formare i ragazzi a rapporti e relazioni sane, dirottandoli invece sulla promozione della procreazione e sulla lotta all’infertilità – afferma Federconsumatori. – Troviamo francamente assurdo, addirittura controproducente, il tentativo di politicizzare l’educazione sessuale nelle scuole. Significa stare fuori dalla realtà, i dati ci raccontano una situazione completamente differente, con un aumento esponenziale delle Ist (infezioni sessualmente trasmissibili)“.
L’associazione riporta, quindi, i dati dei sistemi di sorveglianza sentinella delle Ist, coordinati dal Centro Operativo Aids dell’Iss, secondo cui nel 2022 i casi di gonorrea segnalati hanno registrato un incremento del 50%, i casi di sifilide del 20%.
“Una tendenza riconducibile a diversi fattori – spiega ancora l’associazione -, quali la difficoltà manifestata dai giovani, che non sanno dove reperire informazioni accurate sulle Ist né dove eseguire i controlli necessari. A questo si aggiunge il dilagare di fake news sul web, dove i ragazzi cercano indicazioni imbattendosi spesso in fonti inaffidabili. Tutto questo non può certo essere arginato dall’educazione alla fertilità né dalle rare campagne, sporadiche e non esaustive, del Ministero della Salute”.
“Ci auguriamo sia stata solo la dichiarazione estemporanea (e comunque grave) di un rappresentante del Governo e no una linea politica definita e condivisa – conclude Federconsumatori. – In tal caso ci opporremo a questo disegno rivendicando, in ogni sede e con ogni mezzo, la netta separazione tra ideologia e educazione”.

