I disturbi alimentari nei bambini, la SIPPS al lavoro per realizzare una Guida per i pediatri

I disturbi alimentari nei bambini, la SIPPS al lavoro per realizzare una Guida per i pediatri (Fonte immagine: Pixabay)

I disturbi alimentari, come l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, emergono comunemente durante l’adolescenza e la giovane età adulta. Secondo recenti dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’utenza in carico presso i centri dedicati alla cura dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione è prevalentemente di genere femminile (90%); il 59% degli utenti ha tra i 13 e 25 anni di età, il 6% ha meno di 12 anni.

Tali disturbi comportano abitudini alimentari anomale e preoccupazione per il cibo, accompagnati nella maggior parte dei casi da preoccupazioni per il peso corporeo e la forma. In particolare, rispetto alle più frequenti diagnosi, l’anoressia nervosa è rappresentata nel 42,3% dei casi, la bulimia nervosa nel 18,2% e il disturbo di binge eating nel 14,6%.

Disturbi alimentari e prevenzione, la Guida della SIPPS

“Negli ultimi anni i disturbi del comportamento alimentare, in età pediatrica e adolescenziale, stanno aumentando, con incremento di casi in età ad esordio precoce rispetto a quelli cui si era usualmente abituati”, spiega Margherita Caroli, dottore di ricerca in Nutrizione dell’età evolutiva ed esperta Sipps per i problemi alimentari.

Da questa premessa è sorta la necessità di realizzare una Guida per aggiornare i pediatri, portando all’attenzione anche i disturbi meno noti per migliorare la prognosi, associata ad una diagnosi tardiva.

“Oltre ai disturbi comportamentali maggiori, come anoressia e bulimia, ci sono, infatti, anche altri problemi – prosegue l’esperta – come ad esempio il difetto di masticazione, un problema che in alcuni casi è favorito da paure materne di soffocamento: i bambini si rifiutano di imparare a masticare e i genitori continuano a proporre cibi omogeneizzati, con conseguente rischio di alimentazione selettiva e problemi odontoiatrici”.

 

disturbi alimentari

 

Tra i disturbi alimentari riscontrati in giovane età vi è, infatti, l’alimentazione selettiva – spiega ancora la SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) – ossia una modalità con cui i bambini scelgono un numero limitato di alimenti per nutrirsi: questo – prosegue la Società – rappresenta un importante focus in cui il pediatra deve sapersi orientare in modo da poter intervenire il prima possibile.

Le conseguenze dei disordini alimentari

Come spiegato dall’ISS, alla base di molti casi di disturbi alimentari c’è, da parte del paziente, una ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso.

Gli effetti sono molto pesanti, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico. Da quest’ultimo punto di vista si osservano, infatti, depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti manichei e maniacali, propensione al perfezionismo.

I disordini alimentari richiedono, dunque, un trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica. L’obiettivo è quello di portare il paziente, attraverso terapie mirate, a modificare i comportamenti, ad adottare soluzioni di gestione dei propri stress emotivi che non siano dannose per la propria salute e a ristabilire un equilibrato comportamento alimentare.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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