Consumo di frutta e verdura, meno dell’8% degli italiani ne mangia a sufficienza (foto: pixabay)

Il consumo di frutta e verdura fra gli italiani è lontano dalle quantità raccomandate. Meno di un italiano su dieci ne consuma a sufficienza. Nel dettaglio, solo l’8% della popolazione (il 7,6% è la media nazionale precisa) consuma frutta e verdura 5 volte al giorno, ovvero la quantità raccomandata dalle linee guida per la corretta alimentazione. È quanto rivelano i dati delle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento (PdA) aggiornati al biennio 2020-2021.

Una porzione di frutta e verdura corrisponde circa a 80 grammi. Secondo la letteratura, è raccomandata l’assunzione giornaliera di 400 grammi di frutta o verdura, equivalente a cinque porzioni da 80 grammi.

Consumo di frutta e verdura in Italia

Secondo l’indagine Passi, sintetizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, poco più della metà delle persone di 18-69anni (52%) riferisce di consumare 1-2 porzioni di frutta o verdura al giorno, il 38% consuma 3-4 porzioni, mentre meno dell’8% ne consuma la quantità raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, ovvero 5 porzioni al giorno (five a day). Una piccola quota di persone (2%), dichiara di non consumare né frutta né verdura.

Consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, come raccomandato, è un’abitudine che cresce con l’avanzare dell’età, è più frequente fra le donne, tra le persone senza difficoltà economiche e tra le persone più istruite, ma resta un’abitudine che coinvolge poche persone, mai oltre il 10% neppure nei gruppi che ne fanno un maggior consumo.

 

ISS consumo frutta e verdura, Passi 2020-2021

 

Le differenze nel consumo di frutta e verdura

Ci sono anche differenze regionali nel consumo di frutta e verdura. Il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura è più basso nelle Regioni nel Centro-Sud rispetto a quelle del Nord Italia, ad eccezione della Sardegna in cui il consumo è fra i più alti. I più virtuosi nel five a day sono dunque Basilicata, Liguria, Piemonte, Provincia di Trento, Sardegna e Veneto, tutti sopra la media (bassa) nazionale; la percentuale più alta è in Sardegna col 17,8% della popolazione che consuma cinque porzioni giornaliere.

«Se l’adesione al five a day resta un’abitudine di pochi, quasi la metà della popolazione – scrive l’ISS – consuma almeno 3 porzioni di frutta o verdura al giorno (46%); le caratteristiche di chi ha comunque questa buona abitudine restano significativamente associate al genere femminile, all’età, al vantaggio socioeconomico, per risorse finanziarie, livello di istruzione e alla residenza nelle Regioni del Centro-Nord del Paese».

Frutta e verdura sono fondamentali per una sana alimentazione. Sono alimenti privi di grassi e ricchi di vitamine, minerali e fibre e, ricorda l’indagine Passi, hanno un ruolo protettivo nella prevenzione delle malattie croniche che sono associate principalmente all’età adulta, quali ad esempio patologie cardiovascolari, neoplastiche e respiratorie.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda un consumo giornaliero di 400 grammi di frutta e verdura, corrispondente a circa cinque porzioni. Un regime alimentare di tipo mediterraneo, ricco di frutta, verdura, cereali, legumi e povero di sodio, di zuccheri complessi e di cibi di origine animale, è favorevole non solo a un buono stato di salute ma anche in linea con il rispetto dell’ambiente. Contrariamente alle raccomandazioni, però, i consumi giornalieri stimati a livello globale sono di gran lunga inferiori ai valori indicati: 94 grammi di frutta vs 200-300 g consigliati e 190 grammi di verdura vs 290-430 g considerati ottimali.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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