Fisco, Movimento Consumatori richiama l'attenzione su eventuali richieste di somme non dovute

Fisco, Movimento Consumatori richiama l'attenzione su eventuali richieste di somme non dovute

Da domani 16 ottobre ricomincia l’attività di riscossione del Fisco, che era stata sospesa in questi mesi causa Covid-19. Lo ricorda Movimento Consumatori, che sottolinea come nel cosiddetto “decreto Agosto”, convertito in legge lo scorso 12 ottobre alla Camera, non abbia trovato posto l’ulteriore differimento della moratoria della riscossione, nonostante fosse stata richiesta da più parti.

Fisco, Movimento Consumatori: attenzione alle richieste di riscossione

L’associazione afferma che da domani si ripartirà, dunque, “con l’obiettivo di sfoltire l’arretrato maturato con il blocco sanitario (si parla di 9 milioni di cartelle nuove) cui vanno ad aggiungersi, secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate Riscossione ulteriori 130 milioni di vecchi atti esattoriali tra cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento che si sono accumulati nel tempo”.

E su questi ultimi atti, Movimento Consumatori lancia l’allarme, richiamando la massima attenzione sulle richieste che potrebbero arrivare.

“Dobbiamo stare attenti poiché molte pretese potrebbero essere prescritte, oppure già pagate oppure ancora contenere somme non dovute”, segnala il vicepresidente nazionale di Movimento Consumatori, Bruno Maizzi.

 

 

Prescrizione dei contributi e interessi di mora illegittimi sui contributi

A tal proposito Movimento Consumatori segnala alcuni casi:

– la prescrizione dei contributi in cinque anni: recentemente, in un caso seguito dal legale dell’associazione, i giudici hanno ribadito che il termine di prescrizione è quinquennale anche dopo la notifica di atti esattoriali. I giudici, inoltre, hanno chiarito che i contributi una volta prescritti non possono essere riscossi dall’Inps e, se sono stati pagati, devono essere rimborsati al contribuente (sentenza della Corte d’appello di Milano n.1731/2018);

– l’applicazione di interessi di mora illegittimi da parte di Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) sui contributi Inps: sulle pretese richieste a titolo di contributi il più delle volte non posso essere applicati gli interessi. Il D.lgs. n.46/1999 prevede infatti che non possono essere applicati interessi di mora “…sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, le sanzioni e le somme aggiuntive…”.

“Siamo vicini a cittadini e imprese in questo difficile momento e l’unica cosa che vogliamo è evitare di far pagare somme non dovute – aggiunge Matteo Sances del servizio legale nazionale MC. – Per verificare questi vizi occorre visionare gli atti esattoriali che il contribuente riceve da Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) oppure chiedere allo sportello un estratto di ruolo specifico, in modo da verificare l’anno di competenza dei contributi (per la prescrizione), l’eventuale applicazione degli interessi di mora e avere tante altre informazioni”.

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